Si è svolto ieri sera, intorno alle 19:30, un flash mob a Napoli in memoria di Saray Arias Fernandez, la ventenne studentessa spagnola in erasmus travolta e uccisa pochi giorni fa da un SUV guidato da un diciottenne mentre attraversava sulle strisce pedonali in Corso Umberto I.
Il corteo da Piazza Borsa a Corso Umberto I
Il corteo è partito da piazza Borsa con cartelli e striscioni, per poi raggiungere il civico 72 di Corso Umberto, luogo dell’incidente. All’iniziativa hanno partecipato cittadini, bikers e numerose associazioni. Tra queste Napoli Pedala, Napoli Bike Festival, Fiab Cicloverdi, Greenpeace Napoli, oltre alla comunità IC Erasmus (ESA), con cui Saray aveva stretto rapporti durante la sua breve esperienza in città.
Denunce e richieste di sicurezza stradale
La manifestazione, intitolata #BastaMortiInStrada, ha avuto anche una funzione di denuncia: i partecipanti del Flash Mob hanno chiesto al Comune interventi concreti e strutturali per migliorare la sicurezza, sottolineando come i semplici attraversamenti pedonali rialzati installati in questi giorni non siano sufficienti.
Il presidente di Napoli Pedala, Luca Simeone, ha annunciato che verrà presentato un esposto in procura per richiamare l’attenzione sulle numerose segnalazioni rimaste senza risposta. L’assessore Edoardo Cosenza ha replicato sui social: il progetto di messa in sicurezza è stato avviato solo con l’attuale amministrazione, mentre i ritardi sarebbero legati alle imprese incaricate.
Il ricordo delle vittime della strada durante il Flash Mob
Commoventi i ricordi di chi ha già vissuto drammi simili. Tra i presenti, Luigi Granata, padre di Rita, investita e uccisa a Fuorigrotta; presenti anche altri familiari di vittime della strada come Lucia Morra e Valeria Vertaglia.
Un messaggio chiaro: basta morti sulle strade, ciò che è accaduto a Saray Arias non deve ripetersi

Il messaggio finale del Flash Mob è stato chiaro: Napoli non può più tollerare altre tragedie sulle sue strade. La comunità, unita nel dolore per Saray Arias, ha chiesto con forza più sicurezza per pedoni e ciclisti e un impegno costante delle istituzioni per fermare quella che è stata definita una “strage silenziosa”.