“L’arte di strada e la movida molesta sono due cose completamente diverse, solo che vengono troppo spesso associate.”
Queste le parole di Gianmario Sanzari, artista di strada dei Quartieri Spagnoli, che ci ha raccontato il calvario che vive ogni giorno per esercitare la sua attivitá di musicista, in una città che sembra associare questa espressione artistica ad un atto illecito, restando cieca sulle altre problematiche.

Gianmario ha iniziato la sua attività di artista di strada nel settembre 2017 a Piazza san Domenico. Le segnalazioni sono arrivate fin da subito, costringendolo a spostarsi in varie zone della città: via Toledo, piazzetta Nilo, Banchi Nuovi. Molti gli esposti ricevuti da parte dei residenti e molte le aggressioni verbali e fisiche subite.
La situazione peggiora radicalmente con l’approvazione, nel 2022, dell’articolo 12 comma 4. L’articolo impone “il divieto di utilizzare qualsiasi tipo di amplificazione in qualsiasi fascia oraria su tutto il territorio napoletano.” Divieto sostenuto in seguito alle continue proteste per la movida molesta da parte del “Comitato vivibilità cittadina”, e che vuole sancire il colpo di grazia per l’arte di strada in una città come Napoli, che di arte vive da sempre.

Episodio emblematico avviene a piazzetta Nilo a marzo 2025. Multe altissime, dai 250 ai 500 euro, da parte delle forze dell’ordine agli artisti di strada. Pesanti sanzioni verso persone che stavano semplicemente suonando. Il video di protesta di Gianmarco verso una città cieca sui disagi reali e ostile verso una categoria di persone che vive della loro musica, diviene virale e suscita reazioni opposte.

L’arte di strada non puó esser associata ai disagi legati alla movida cittadina e non puó essere perseguita come atto illecito. Azioni di questo tipo mirano a cancellare una categoria di persone che da anni svolge un”attività identitaria del territorio.

Per difendere la loro arte gli artisti di strada scenderanno in piazza il 2 maggio in una manifestazione collettiva contro questi provvedimenti di ostracismo e di cancellazione. Simbolicamente si metterà in scena il funerale dell’arte di strada. Il percorso andrà da Piazza San Domenico, San Pietro a Majella, piazza Carità fino a Piazza Dante e terminerà con un concerto a sostegno dell’iniziativa.

L’obiettivo è difendere i loro diritti e dichiarare apertamente che l’arte deve vivere in ogni sua forma e in maniera libera.

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