Un Rolex strappato dal polso durante un aperitivo in pieno centro a Forte dei Marmi, è questa l’accusa che ha portato alla denuncia di tre uomini originari dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ritenuti coinvolti in un colpo avvenuto nella nota località della Versilia. Secondo quanto riportato dalle autorità, il furto sarebbe avvenuto in pochi secondi, approfittando della confusione e dell’affollamento della zona. La vittima, un turista, si sarebbe vista sottrarre il prezioso orologio mentre si trovava seduta all’esterno di un locale del centro. Un’azione rapida, studiata e terminata con la fuga immediata dei responsabili.
Le indagini avrebbero poi permesso agli investigatori di risalire ai tre uomini denunciati, tutti collegati ai Quartieri Spagnoli. Fondamentali sarebbero state le immagini delle telecamere presenti nell’area e alcuni elementi raccolti dagli investigatori nelle ore successive al colpo.
Quartieri Spagnoli e le “trasferte” per i Rolex
L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno di cui si parla da anni: quello delle cosiddette “trasferte criminali”, con gruppi che si spostano nelle località turistiche più frequentate per mettere a segno furti o rapine ai danni di turisti e persone benestanti.
Negli ultimi anni, città come Forte dei Marmi, Milano, Roma e località della Costa Smeralda sono finite spesso al centro di operazioni e indagini legate proprio ai furti di orologi di lusso, in particolare Rolex.
QS tra cronaca e immagine del territorio
La vicenda rischia inevitabilmente di riaccendere discussioni e polemiche anche sull’immagine dei Quartieri Spagnoli, quartiere che negli ultimi anni sta vivendo una forte trasformazione turistica e culturale ma che continua, allo stesso tempo, a fare i conti con episodi di cronaca che alimentano stereotipi difficili da cancellare. Da una parte il boom di turismo, locali, B&B e iniziative culturali. Dall’altra, fatti come questo che continuano a collegare il nome dei Quartieri Spagnoli a vicende criminali finite sotto i riflettori nazionali.
Le indagini sul caso proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se i tre denunciati possano essere collegati ad altri episodi simili avvenuti negli ultimi mesi nel Nord Italia.