Quanti caffè beve al giorno un abitante dei Quartieri Spagnoli? La risposta, ascoltando i residenti intervistati da Giovi Fusco, è semplice: tanti. Per qualcuno due o tre, per altri sei, per qualcuno addirittura dieci. Ai Quartieri Spagnoli il caffè è un’abitudine quotidiana che accompagna ogni momento della giornata.
Ai Quartieri Spagnoli la giornata inizia col caffè
Per molti, la giornata non può iniziare senza questo appuntamento fisso. “Per me la mattina è un rituale, anche nella riflessione della vita se vogliamo dire la verità”, racconta una giovane intervistata del quartiere. C’è chi arriva a confessare di berne fino a sei al giorno, compresa la sera, sviluppando una vera e propria assuefazione: “Ormai sono assuefatta, non mi fa più niente!”. A Napoli il caffè non ha orario. Si beve la mattina per svegliarsi, il pomeriggio per spezzare la giornata, e la sera quando si esce con gli amici.
Moka o Macchinetta?
Il dibattito tra la tradizione della moca e la modernità delle macchinette a cialde accende i vicoli. C’è chi non accetta compromessi: “A casa mia solo moca. Abbiamo la macchinetta ma non l’abbiamo mai usata. È proprio il rituale dell’aspettare il caffè, l’odore… mi fumo la sigaretta, per me è completo relax”.
Non mancano però quelli che hanno scelto le cialde per praticità e velocità. Molti ammettono di aver ceduto alle cialde per la velocità (“subito accendi e subito fai”), scegliendo però un compromesso tutto napoletano: la moca rigorosamente a prima mattina e le cialde per il resto della giornata. E sul gusto? Il vero caffè napoletano, per i puristi, si beve amaro, perché “il vero sapore del caffè è amaro”, anche se i più golosi lo pretendono rigorosamente zuccherato.
Un momento di incontro
Ciascun quartierano vive il caffè a modo suo. C’è il lavoratore che ne prende dieci al giorno, unendo la caffeina alla birra a notte fonda, e chi lo usa come medicina per l’anima: “Il caffè fa calmare. Quando sono nervoso mi perdo, il caffè mi risale la testa”.
Ma la definizione più bella emerge quando si chiede cosa rappresenti questa tazzina per il popolo napoletano. Non è solo il “buongiorno” della città. Un barista dei Quartieri lo spiega con una dolcezza disarmante: “Il caffè è un punto d’incontro. È dire grazie a un amico per fargli capire che gli vuoi bene. Noi perciò andiamo sempre a prendere il caffè”.