Nel vicoletto Tofa un’area mai ricostruita dal terremoto dell’80 è diventata un campo di tiro a segno abusivo. Muri crivellati, lampioni spenti a colpi di pistola e vetri delle abitazioni distrutti.
La sicurezza e la dignità sono svanite insieme alle macerie mai rimosse del terremoto del 1980. Dove un tempo sorgeva una palazzina, oggi resta un vuoto urbanistico trasformato in una discarica abusiva. Ma il vero dramma è un altro: quell’area è diventata il “poligono di tiro” privato della delinquenza locale.

L‘intervista ad un residente del vicoletto Tofa
Signore, qual è la situazione legata a questo “poligono abusivo” nel quartiere?
“Sono anni e anni che usano questo spazio come se fosse il loro poligono di tiro privato. Sparano continuamente in mezzo alla strada e tra le case. Ormai per loro è una normale abitudine.”
Da dare sparano esattamente e quali sono i bersagli?
“Da uno spazio abbandonato qui nel quartiere. Lì vicino, prima del terremoto del 1980, c’era una palazzina. Dopo il sisma è rimasto solo un vuoto che nessuno ha mai sistemato, diventato una discarica a cielo aperto piena di immondizia. Usano i resti di quella struttura come base per fare tiro a segno. Se guardate i muri e i portoni del rudere del palazzo, si vedono chiaramente tutte le tracce e i fori dei proiettili.”
È vero che la zona è completamente al buio a causa degli spari?
“Sì, esattamente. In molti lampioni della vicoletto Tofa manca completamente la luce. Penso sia proprio a causa degli spari: distruggono i lampioni per creare il buio pesto. In questo modo possono fare quello che vogliono, sparare nel cuore della notte e restare nell’anonimato senza essere visti da nessuno.”
Ha rischiato la vita ?
“C’è un foro ad altezza d’uomo. Se venite di fronte a casa mia vedete l’altezza dell’impatto: mi sono salvato solo perché il Signore non ha voluto. Non è la prima volta, è già la terza volta che succede. A Capodanno poi la situazione non cambia, usano la festa e i botti come copertura per sparare all’impazzata con le armi.”
Le forze dell’ordine e le istituzioni sono a conoscenza di questo pericolo costante?
“Certo, abbiamo denunciato più volte. I carabinieri hanno tenuto la scientifica 24 ore a casa mia a fare rilievi. L’anno scorso sono venute la polizia e la scientifica. Eppure non si è risolto niente. Questi tiratori continuano a sparare dallo spiazzo senza sosta. Chi spara è tutta gente del quartiere, non viene da fuori. Questo rende tutto più difficile. Siamo in uno stato di degrado totale e ci sentiamo abbandonati.”
Quali risposte avete ricevuto dopo tutte queste segnalazioni?
“Nessuna soluzione vera. L’assurdità è che, di fronte a un pericolo così grande, le risposte che si sentono in giro o che ti vengono date sono quasi di rassegnazione, del tipo: “Va bene, ma tu allora mettiti dei vetri antiproiettile a casa”. Mi dovrei pagare io i vetri corazzati perché non si riesce a fermare chi spara in strada! I proiettili arrivano continui e distruggono i vetri delle nostre abitazioni. Le mie finestre ormai sono tutte barricate e distrutte. Questa è la delinquenza qui, nessuno fa niente.”
Come intende muoversi adesso per fermare tutto questo?
“Ho fotografato tutto: i proiettili, i lampioni distrutti, i vetri in frantumi, i buchi nei muri di casa e del rudere. Sto preparando una denuncia formale da presentare direttamente alla Procura della Repubblica. Spero che muovendo la Procura qualcuno intervenga per bloccare i tiratori !”