Le cinque sparatorie avvenute in appena sette giorni tra i Quartieri Spagnoli e Montesanto non sono atti di vandalismo isolati. Dietro il fragore dei bossoli e il sequestro di armi da guerra — come il Kalashnikov AK-47 scovato sotto un’auto dalla Polizia — si nasconde uno scontro strategico pianificato a tavolino.
A farsi la guerra sarebbero due blocchi storici della camorra napoletana: il clan Mazzarella (della periferia est) e il mega-cartello dell’Alleanza di Secondigliano (dell’area nord).

I motivi che avrebbero fatto saltare la tregua e riacceso la faida si riassumono in tre punti chiave:
1. Il vuoto di potere nei Quartieri Spagnoli
Il primo motivo è puramente temporale e strategico. Recentemente, una serie di importanti blitz giudiziari e arresti messi a segno dallo Stato ha duramente colpito e indebolito i clan autoctoni dei Quartieri Spagnoli. La zona è rimasta improvvisamente senza una guida criminale forte. Questo “vuoto di potere” ha attirato l’attenzione delle organizzazioni rivali, pronte a occupare lo spazio lasciato libero.
2. Il piano di espansione dei Mazzarella ai Quartieri Spagnoli
Il clan Mazzarella, storicamente radicato a San Giovanni a Teduccio, avrebbe visto in questa debolezza l’occasione d’oro per colonizzare il centro della città. Per farlo, i vertici del clan avrebbero inviato sul posto un loro storico “colonnello“, profondo conoscitore delle dinamiche del centro (tra il Pallonetto di Santa Lucia e Montecalvario), per allestire un vero e proprio avamposto logistico blindato. L’obiettivo economico è gigantesco: mettere le mani sui milioni di euro generati ogni mese dalle piazze di spaccio dei vicoli.
3. Lo scudo di Secondigliano e la difesa del centro storico
Le storiche famiglie dei Quartieri Spagnoli non hanno alcuna intenzione di cedere i propri affari d’oro ai rivali. Non avendo però la forza militare per respingere da sole l’assalto dei Mazzarella, avrebbero chiesto aiuto all’Alleanza di Secondigliano.
L’Alleanza, che controlla i traffici del centro città attraverso una solida struttura federale, non può tollerare l’avanzata dei nemici di sempre nel cuore di Napoli. Per questo motivo, gli inquirenti sospettano che ci sia la regia occulta di Secondigliano (pronta a schierare anche il potente clan Licciardi di Secondigliano) dietro la rivolta armata dei vicoli, finanziando e rifornendo di armi i gruppi locali per cacciare gli invasori.
La mappa del terrore: la cronologia dettagliata delle 5 “stese”
La gravità dello scontro è fotografata da una successione impressionante di incursioni armate nel giro di una settimana, una vera e propria mappa balistica per marcare il territorio:
- 23 Giugno (Via San Carlo alle Mortelle): Scatta la scintilla che fa esplodere il conflitto. Un commando esplode quattro colpi calibro 9 contro l’abitazione ritenuta il nuovo covo blindato degli uomini che sarebbero stati inviati dal clan Mazzarella.
- 24 Giugno (Via Laura Mancini Oliva): Secondo l’ipotesi investigativa, il raid sarebbe riconducibile al clan Mazzarella. Un gruppo di persone a bordo di potenti moto irrompe nella via, sparando sei proiettili calibro 7,65 prima di dileguarsi nei vicoli.
- 26 Giugno (Via Trinità degli Spagnoli): Il conflitto si allarga ed entra nel cuore pulsante dei Quartieri Spagnoli. Una nuova sventagliata di proiettili nel cuore della notte sveglia i residenti terrorizzati. I Carabinieri intervengono sul posto e rinvengono diversi bossoli abbandonati sull’asfalto.
- 28 Giugno (Zona Portamedina): I clan continuano a dimostrare la propria forza militare cambiando obiettivo. Un nuovo raid armato colpisce l’area di Portamedina, confermando la volontà di mappare militarmente l’intero territorio.
- 29 Giugno (Via Montesanto): L’ultimo preoccupante segnale va in scena intorno all’una di notte. Il silenzio dei vicoli viene squarciato da sette colpi di pistola calibro 9. All’arrivo delle Volanti della Polizia e della Scientifica, i bossoli sull’asfalto sono ancora caldi, esplosi pochissimi minuti prima.
La posta in gioco: il controllo di Montesanto
Il baricentro di questo scontro è diventato Montesanto, il nodo strategico che fa da cerniera tra i Quartieri Spagnoli e i mercati del centro antico. Controllare Montesanto — dove transitano ogni giorno migliaia di passeggeri tra Cumana, Metropolitana e Funicolare — significa ipotecare il controllo assoluto sul traffico di droga e sul racket delle estorsioni ai commercianti.
La Polizia, dopo aver arrestato un 38enne con una pistola clandestina e recuperato il Kalashnikov apparso in un video shock sui social, sta cercando di blindare la zona per evitare che la guerra di messaggi si trasformi in una scia di sangue irreparabile.
