Angela Parlato (II Municipalità): “Residenti esasperati dopo il ferimento a colpi di lama di un cittadino. Si rischia la giustizia privata, serve un presidio fisso”. Piazzetta Olivella, a pochi passi dal nodo di interscambio di Montesanto, è ormai fuori controllo. Una piazza storica, vissuta ogni giorno da migliaia di pendolari, è oggi ostaggio di un gruppo stanziale di persone con gravi dipendenze da alcol e droghe che occupano letteralmente lo spazio pubblico. L’ultimo gravissimo episodio risale a una settimana fa, quando un residente della zona è stato brutalmente picchiato e accoltellato senza alcuna motivazione, riportando la rottura del setto nasale, due costole inclinate e profonde ferite da arma da taglio al collo e all’addome.
A lanciare un grido d’allarme fermo è Angela Parlato, consigliera della II Municipalità di Napoli, intervenuta anche a rischio della propria incolumità per evitare il peggio.
L’intervista sulla situazione di Piazzetta Olivella
Consigliera Parlato, qual è la situazione oggi a Piazzetta Olivella?
“La situazione è del tutto insostenibile. Parliamo di una piazza nevralgica, che oggi è letteralmente occupata da un gruppo che ha trasformato la strada nel proprio habitat naturale. Ma questo non è un habitat compatibile con la vita dei cittadini. Queste persone abusano costantemente di alcol e sostanze, vivendo in uno stato di totale alterazione. Il risultato sono reazioni violentissime e completamente immotivate contro chiunque passi di là“.
Una settimana fa un residente è finito in ospedale in gravi condizioni. Cosa è successo?
“Un fatto di una ferocia inaudita. Questo residente è stato aggredito senza motivo. È stato ricoverato con il setto nasale rotto, due costole inclinate e inquietanti segni di arma da taglio al collo e all’addome. Si è andati a colpire punti vitali: siamo stati a un passo dal dramma irreparabile”.
Lei è intervenuta personalmente due volte. Cosa rischia adesso il quartiere?
“Sì, sono intervenuta di persona due volte per placare gli animi ed evitare il peggio. Ma la mia più grande preoccupazione ora è che la cittadinanza non ce la fa più. I residenti sono esausti e terrorizzati. La mia paura è che queste persone adesso rischino il linciaggio da parte di qualcuno dei residenti esasperati. Non possiamo permettere che l’assenza dello Stato porti le persone a farsi giustizia da sole. Chi passa dalla parte del torto rischia conseguenze gravi per difendere la propria incolumità, ed è paradossale“.
Eppure un mese fa c’era stato un intervento di bonifica. Perché non è bastato?
“Esattamente un mese fa facemmo un intervento per bonificare e sanificare tutta la zona. In quel momento queste persone si sono allontanate, ma sono ritornate immediatamente dopo. Ritornano sempre. Questo succede perché la pulizia serve, ma non risolve il problema alla radice se manca un presidio fisso delle forze dell’ordine e, soprattutto, se mancano serie politiche sociali”.
Cosa chiede con urgenza al Comune di Napoli e alla Prefettura?
“Mancano politiche sociali integrate per chi vive in strada con problemi di alcolismo e tossicodipendenza. Chiediamo al Prefetto un tavolo d’urgenza e un presidio interforze fisso a Montesanto. Contemporaneamente, Comune e ASL devono intervenire con i servizi sociali e i SERD per prendere in carico questi soggetti, valutando anche i trattamenti sanitari obbligatori se pericolosi. Bisogna muoversi prima che ci scappi il morto”.
