“Piazza Montesanto non è questo, non lo è mai stata“. Non usa giri di parole Angela Parlato, consigliera della Municipalità 2 di Napoli, che decide di rompere il silenzio dopo i gravi fatti di cronaca che hanno catapultato il quartiere alla ribalta nazionale. In un durissimo atto d’accusa che non risparmia la sua stessa maggioranza, la consigliera fotografa la realtà di un territorio ferito non solo dalla criminalità, ma soprattutto dall’abbandono delle istituzioni. Un vuoto sociale che i cittadini e i comitati civici sono pronti a colmare per riprendersi, un metro alla volta, il cuore pulsante della loro città.
La denuncia dell’abbandono istituzionale di Montesanto
Consigliera Parlato, le immagini della sparatoria a Montesanto hanno fatto il giro del mondo. Cosa ha provato da cittadina e da esponente delle istituzioni?
“Purtroppo quelle immagini hanno fatto il giro del mondo, ma Piazza Montesanto non è questo. Non lo è mai stata. C’è un dolore profondo nel vedere la propria terra ridotta a uno stereotipo violento, perché quelle sequenze non ci rappresentano in alcun modo. Io in questo quartiere ci sono nata e ci vivo. La vera anima di Montesanto è fatta di umanità, di migliaia di persone che la attraversano ogni giorno, del cuore pulsante di una comunità metropolitana e laboriosa“.
Nel suo discorso lei ha usato parole molto forti, parlando di un territorio “abbandonato”. A chi si rivolge?
“Tutto quello che è successo è stato concesso. È stato concesso dall’abbandono, dal fatto di girarsi dall’altra parte rispetto alle nostre grida di aiuto nei confronti dell’amministrazione. Io sono una consigliera della Seconda Municipalità, faccio parte della maggioranza e sono molto critica nei confronti di questa maggioranza e della mia stessa municipalità. Lo dico con fermezza: questi territori sono abbandonati. Quando le istituzioni arretrano e ignorano gli allarmi dei residenti, si crea un vuoto imperdonabile”.
La reazione e il riscatto
Qual è la conseguenza diretta di questo vuoto istituzionale sul tessuto sociale?
“La dinamica è chiara: quando un territorio è abbandonato, quel territorio è occupato. E l’occupazione di un territorio ha un significato preciso: vengono fatti fuori quelli che sono i cittadini perbene. Chi rispetta le regole è isolato e penalizzato, mentre l’illegalità tenta di imporre la propria presenza negli spazi pubblici”.
Come si risponde a questa situazione? Qual è la strada per il riscatto?
“C’è una sintonia profonda tra chi vive il quartiere. Questa piazza ritornerà ad essere quello che era. Di sicuro e di certo succederà grazie ai comitati, grazie agli spazi sociali e a tutti coloro che ci vivono e che, come me, non hanno alcuna intenzione di arrendersi“.