Ai Quartieri Spagnoli c’è una zona di Montecalvario dove il disagio sociale ed economico raggiunge il valore più alto registrato a Napoli. Lo dicono i dati Istat aggiornati al 2023, che non si fermano ai grandi quartieri ma dividono la città in aree molto più piccole per capire dove si concentrano maggiormente le difficoltà economiche e sociali.
- Quartieri Spagnoli e disagio sociale, quasi sette residenti su dieci hanno un reddito basso
- Pesa anche il livello di istruzione
- Il dato non riguarda tutti i Quartieri Spagnoli
- Il turismo cresce ma una parte dei residenti resta indietro
- Dietro il boom dei Quartieri Spagnoli restano problemi pesanti di disagio sociale
Nel caso dei Quartieri Spagnoli vengono prese in considerazione sette piccole aree di Montecalvario, per circa 300 residenti, tra vico Tre Regine, vico Lungo Teatro Nuovo e via Speranzella. Qui l’indice utilizzato dall’Istat arriva a 112, il valore più alto rilevato a Napoli. La media della città è fissata a 100: più il numero sale, maggiori sono le difficoltà legate a reddito, lavoro e istruzione.
Quartieri Spagnoli e disagio sociale, quasi sette residenti su dieci hanno un reddito basso
Il dato che colpisce di più riguarda i soldi che entrano nelle famiglie. Il 67,3% degli abitanti dell’area vive in famiglie considerate a basso reddito. Significa che quasi sette persone su dieci si trovano in nuclei familiari con disponibilità economiche particolarmente ridotte.
Anche sul lavoro i numeri sono pesanti. Tra le persone dai 25 ai 64 anni lavora il 39,2%, mentre tra i giovani dai 15 ai 29 anni il 52% non studia e non lavora. In pratica, più di un giovane su due della zona presa in esame si trova fuori sia dal mondo della scuola sia da quello del lavoro.
Pesa anche il livello di istruzione
Le difficoltà non riguardano soltanto il reddito. Il 71,3% delle persone tra i 25 e i 64 anni rientra nell’indicatore Istat legato al basso livello di istruzione familiare. Un altro dato aiuta a capire ancora meglio la situazione: il 43,7% dei residenti vive in famiglie dove non c’è nessuno che lavora o percepisce una pensione da lavoro.
Mettendo insieme questi numeri si capisce perché questa parte di Montecalvario raggiunga un livello di disagio così alto. Meno lavoro, redditi più bassi e maggiori difficoltà sul fronte dell’istruzione finiscono per concentrarsi nella stessa zona.
Il dato non riguarda tutti i Quartieri Spagnoli
Una cosa però va chiarita bene. Non significa che tutti i Quartieri Spagnoli abbiano il disagio sociale più alto di Napoli. Il valore record riguarda sette aree precise individuate dall’Istat all’interno di Montecalvario.
Se si guarda invece all’intero quartiere di Montecalvario, il valore scende a 103,44. Resta sopra la media cittadina, ma è molto diverso dal 112 registrato nella zona più fragile. È quindi importante non mettere nello stesso calderone tutto il quartiere.
Il turismo cresce ma una parte dei residenti resta indietro
Negli ultimi anni i Quartieri Spagnoli sono cambiati moltissimo. Sono aumentati turisti, B&B, case vacanza, ristoranti, bar e attività commerciali. Ogni giorno migliaia di persone attraversano strade che fino a pochi anni fa erano quasi completamente fuori dai principali percorsi turistici di Napoli.
Ma questa crescita non ha coinvolto tutti allo stesso modo. I dati Istat mostrano che in una parte dei Quartieri Spagnoli restano famiglie con redditi molto bassi, pochi occupati e tanti giovani che non studiano e non lavorano.
Dietro il boom dei Quartieri Spagnoli restano problemi pesanti di disagio sociale
Il dato più forte è proprio questo. Mentre fuori si parla continuamente del boom turistico dei Quartieri Spagnoli, in una parte di Montecalvario quasi sette residenti su dieci vivono in famiglie a basso reddito e più di un giovane su due non studia e non lavora.
Sono numeri che raccontano una realtà molto diversa da quella delle strade piene di turisti. I Quartieri Spagnoli sono cresciuti e sono cambiati, ma una parte dei residenti continua a fare i conti con problemi economici e sociali molto pesanti.
