Una decina di commercianti è scesa in piazza questa mattina per partecipare a un flash mob contro i venditori abusivi e chiedere maggiori controlli sul territorio. All’iniziativa ha preso parte anche il deputato Francesco Emilio Borrelli. Ha raccolto le preoccupazioni degli esercenti e ha lanciato un duro allarme sul futuro del commercio napoletano.
Secondo i partecipanti, il fenomeno dell’abusivismo continua a rappresentare una forma di concorrenza sleale nei confronti delle attività regolari. Tuttavia, nel corso della manifestazione il dibattito si è allargato anche ad altri temi. Tra cui la proliferazione di negozi di souvenir, l’aumento degli affitti commerciali e la progressiva scomparsa di molte attività storiche.
Flash mob contro gli abusivi: “Napoli rischia di perdere la sua identità commerciale”
Nel suo intervento, Borrelli ha espresso forte preoccupazione per la trasformazione che starebbe interessando diverse zone della città. Secondo il parlamentare, stanno aumentando attività commerciali molto simili tra loro, spesso dedicate alla vendita di gadget e souvenir destinati ai turisti, con il rischio di impoverire il tessuto economico e produttivo locale.
“Stanno nascendo come i funghi pur non avendo una vera e propria clientela. Ci preoccupa tantissimo la deregulation. Rischiamo di perdere le caratteristiche del nostro commercio locale e dei nostri prodotti tipici. Simboli come il Vesuvio o Pulcinella vengono realizzati in Pakistan o in Cina.”
Per Borrelli, il problema non riguarda soltanto l’aspetto economico ma anche quello culturale. La perdita di botteghe, attività tradizionali e produzioni artigianali rappresenterebbe infatti un danno per l’identità stessa della città e per la sua capacità di distinguersi dalle altre mete turistiche.
Il nodo degli affitti
Tra gli argomenti affrontati durante il flash mob vi è stato anche quello dei canoni di locazione commerciale, considerati da molti esercenti uno dei principali problemi del momento. Secondo quanto denunciato dal deputato, numerosi commercianti storici sarebbero costretti a lasciare i propri locali a causa dell’aumento degli affitti richiesti alla scadenza dei contratti.
“Quello che fanno è finire un contratto di fitto e chiedere allo storico commerciante il doppio o il triplo del precedente fitto. Il commerciante nella maggior parte dei casi non ce la fa e quindi subentra un soggetto straniero, di solito pakistano o bengalese, che anticipa 50 mila euro.” Secondo Borrelli, molti di questi locali verrebbero successivamente trasformati in negozi dedicati alla vendita di souvenir, nonostante in alcune strade siano già presenti numerose attività dello stesso tipo.
Le dichiarazioni sulle presunte indagini
La parte più forte dell’intervento ha riguardato alcune dinamiche che, secondo il parlamentare, meriterebbero ulteriori approfondimenti investigativi. Borrelli ha sostenuto che dietro alcune aperture commerciali potrebbero esserci interessi diversi rispetto alla semplice attività di vendita. “Cominciamo a vedere l’arrivo di tutti questi stranieri e c’è un’indagine internazionale perché sarebbe un mercato degli uomini. Questi posti sarebbero il motivo per far entrare queste persone in Italia perché hanno un posto dove venire a lavorare ma in realtà dopo due mesi scompaiono.”
Il deputato ha poi aggiunto quella che è stata probabilmente la dichiarazione più forte dell’intera manifestazione. “Il vero business quindi non è il negozio che vende ma il negozio che fa entrare persone straniere in Italia.”
Flash mob contro gli abusivi: la richiesta dei commercianti
La manifestazione si è conclusa con un appello alle istituzioni affinché vengano rafforzati i controlli contro l’abusivismo e adottate misure capaci di tutelare il commercio tradizionale, le attività storiche e l’artigianato locale. “La battaglia è cercare di sensibilizzare le amministrazione. Ovviamente nei limiti di ciò che è consentito dalla legge. In modo tale che da una parte venga tutelato l’artigianato locale e dall’altra aumentare i controlli.”
Un messaggio condiviso dai commercianti presenti al flash mob, convinti che la difesa delle attività storiche e dell’identità commerciale di Napoli rappresenti una delle principali sfide per il futuro della città.
