Supermercati svuotati, distributori senza carburante, code per riuscire a fare benzina e prime corse dei trasporti pubblici tagliate. Napoli rischia di trovarsi nel giro di pochi giorni dentro una crisi enorme, capace di entrare praticamente in ogni pezzo della vita quotidiana.
La protesta degli autotrasportatori sta iniziando a mostrare le conseguenze più pesanti. Il problema ormai non riguarda soltanto la possibilità di fare il pieno. Senza carburante e senza camion che trasportano merci rischiano di fermarsi servizi, lavoratori, scuole, università, negozi e perfino la raccolta dei rifiuti.
Supermercati quasi svuotati, la merce non arriva
La situazione più visibile è già dentro i supermercati. Scaffali e frigoriferi vuoti, carne che scarseggia, uova difficili da trovare, verdura e prodotti freschi che stanno sparendo. In numerosi punti vendita i rifornimenti arrivano con enorme difficoltà e le scorte rimaste vengono consumate velocemente.
Federdistribuzione parla di una situazione sempre più grave al Sud, con la Campania tra le regioni maggiormente colpite. La merce resta bloccata nei centri di distribuzione e non riesce ad arrivare nei negozi. Più il blocco continua, più sarà difficile riempire nuovamente quegli scaffali.
Benzina introvabile e distributori chiusi: è crisi a Napoli
A Napoli è partita la caccia alla benzina che ha dato il via ad una nuova crisi. Distributori rimasti senza carburante, altri presi d’assalto dagli automobilisti e file che si allungano appena arriva la notizia di una pompa ancora rifornita. Alcuni gestori sono già costretti a mandare via le auto perché le proprie scorte sono terminate.
Il carburante che manca alle macchine private rappresenta soltanto una parte del problema. Autobus, furgoni, pulmini scolastici, camion, mezzi aziendali e veicoli utilizzati per i servizi cittadini dipendono dalle stesse forniture. Le prime ripercussioni sul trasporto pubblico sono già arrivate, con Eav costretta a ridurre alcune corse.
Senza carburante anche lavorare diventa difficile
Ogni mattina migliaia di persone entrano ed escono da Napoli per raggiungere il proprio posto di lavoro. Se l’auto resta senza benzina e contemporaneamente diminuiscono autobus e collegamenti su gomma, una parte enorme dei lavoratori può trovarsi materialmente senza un modo per spostarsi.
Il problema riguarda anche aziende e attività commerciali. Furgoni delle consegne, mezzi degli artigiani, corrieri e trasportatori possono restare fermi. Una città come Napoli vive di un movimento continuo di persone e merci. Ridurre quel movimento significa rallentarla fino quasi a bloccarla.
Scuole e università rischiano pesanti disagi
Studenti, insegnanti e personale scolastico ogni giorno percorrono chilometri per raggiungere scuole e università. La mancanza di carburante e la riduzione dei trasporti possono rendere impossibile arrivare regolarmente a lezione per migliaia di persone.
Le prime conseguenze sono già visibili anche sul fronte universitario. Alcune attività della Federico II sono state interessate da disposizioni straordinarie proprio per le difficoltà negli spostamenti. Se la crisi continua, il problema potrebbe allargarsi rapidamente.
Il rischio rifiuti può diventare pesantissimo
Poi ci sono i camion che nessuno vorrebbe vedere fermi. Quelli che raccolgono ogni giorno i rifiuti dalle strade. Al momento non risulta uno stop generalizzato dei mezzi Asia a Napoli, però in Campania sono già emersi problemi nella raccolta e nel raggiungimento degli impianti.
Napoli produce ogni giorno enormi quantità di rifiuti. Basterebbe un rallentamento prolungato dei mezzi per riempire cassonetti e marciapiedi in pochissimo tempo. In quartieri dove la situazione è già complicata durante la normalità, le conseguenze potrebbero essere ancora più pesanti.
Napoli rischia una crisi difficile da gestire
Benzina, alimentari, trasporti, lavoro, scuola, università, raccolta dei rifiuti. Tutto quello che oggi sembra un problema separato è legato alla stessa cosa: camion e mezzi devono continuare a muoversi.
Se i rifornimenti non ripartono e il carburante continua a sparire dalle pompe, Napoli potrebbe intasarsi nel giro di pochi giorni. Quello che stiamo vedendo nei supermercati e davanti ai distributori rischia di essere soltanto la prima parte di una crisi con conseguenze molto più grandi.
