Una sparatoria a piazza Bellini, nel cuore della movida napoletana, riaccende l’allarme sulla violenza notturna che ormai da anni trasforma i fine settimana in una lunga sequenza di episodi di follia. Non si sarebbe trattato di una “stesa”, ma dell’epilogo di un litigio tra gruppi di giovani, scoppiato tra piazza Bellini e via Port’Alba. Secondo quanto ricostruito, questa notte intorno alle 3 sono stati esplosi diversi colpi di pistola. Nessun ferito, ma tanta paura tra chi affollava la zona.

A intervenire per primi è stata una pattuglia dell’Esercito, che ha allertato la Polizia di Stato. Sul posto, intorno alle tre del mattino, sono arrivati gli agenti del commissariato Decumani e la Squadra Mobile della Questura di Napoli. Hanno trovato a terra diversi bossoli. Non è chiaro se i colpi siano stati sparati in aria o ad altezza uomo, ma la scena — ancora una volta — racconta la stessa storia. Una città che di notte perde il controllo di sé.

Sparatoria piazza Bellini: ancora malamovida

Dietro questa ennesima esplosione di violenza c’è il volto oscuro della malamovida, un fenomeno che tocca ormai ogni quartiere della Napoli notturna. Da Bellini a Chiaia, dai Decumani a Mergellina. Ragazzi sempre più giovani che si ritrovano a bere, a provocare, a litigare, fino a far partire una pistola per un diverbio da nulla. Un copione già visto, ogni weekend, quando le strade si riempiono di rifiuti, alcol e caos.

Le istituzioni promettono controlli, ma la sensazione è che piazza Bellini e le altre zone della movida siano diventate territori senza regole. Ogni notte può succedere di tutto: risse, accoltellamenti, e ora anche colpi d’arma da fuoco.

Serve una presenza stabile, costante, non solo dopo l’ennesimo episodio. Perché la malamovida non è un caso isolato: è un fenomeno strutturale che sta trasformando la vita notturna napoletana in un campo di battaglia. E finché non si agirà con decisione, continueremo a scrivere — puntualmente, ogni settimana — di una città che spara su se stessa.

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