San Gregorio Armeno abbassa le saracinesche, per protesta e per difendere le proprie botteghe. Lunedì 14 settembre gli artigiani della strada dei presepi hanno aderito a una serrata simbolica fino alle 14 contro il rischio di nuove attività commerciali estranee all’arte presepiale. Al centro della protesta c’è la possibile apertura di un negozio di souvenir e calamite in uno dei locali della strada. Gli artigiani temono che questo possa creare un precedente e favorire in futuro l’arrivo di altre attività dello stesso tipo.
Sulle saracinesche sono comparsi cartelli per spiegare le ragioni della protesta. La richiesta non è quella di bloccare nuove aperture, ma di rispettare la vocazione commerciale di San Gregorio Armeno e le regole già previste per la tutela dell’arte presepiale. La preoccupazione riguarda anche altri locali attualmente sfitti che, secondo i commercianti, potrebbero finire nelle mani di attività rivolte soprattutto alla vendita di souvenir.
Artigianà al fianco delle botteghe di San Gregorio Armeno
Alla protesta si è unita anche Artigianà, associazione di commercianti napoletani presieduta da Germana Falibretti, che da tempo denuncia la crescita nel centro storico di negozi dedicati a souvenir, calamite e prodotti industriali.
Falibretti ha espresso pieno sostegno alle botteghe di San Gregorio Armeno, ricordando che l’associazione da circa un anno segnala la crescita di questo tipo di attività. La richiesta principale riguarda soprattutto i controlli. Secondo Artigianà non basta approvare norme di tutela se poi non vengono accompagnate da verifiche e sanzioni nei casi di irregolarità.
«La loro protesta è anche la nostra». Queste le parole della presidente dell’associazione, chiedendo interventi più severi contro quella che definisce una diffusione incontrollata di negozi di souvenir di bassa qualità. La preoccupazione è che il commercio tradizionale venga progressivamente ridotto mentre aumentano attività molto simili tra loro.
Borrelli e le denunce sui negozi di souvenir
Sul tema è intervenuto più volte anche Francesco Emilio Borrelli, che negli ultimi mesi ha sostenuto diverse iniziative di Artigianà e ha chiesto maggiori controlli sulle nuove aperture nel centro storico.
Uno dei casi più discussi ha riguardato via Duomo, dove Borrelli e l’associazione hanno denunciato la presenza di numerosi negozi di souvenir e calamite concentrati in poche centinaia di metri. Le richieste hanno riguardato verifiche sulla regolarità delle attività, sul rispetto delle norme commerciali e dei rapporti di lavoro e sulla provenienza dei capitali investiti.
Per Artigianà e per Borrelli il problema è soprattutto uno: evitare che negozi storici, botteghe e attività tradizionali vengano sostituiti sempre più spesso da esercizi dedicati quasi esclusivamente alla vendita di souvenir.
Il Comune: San Gregorio Armeno è già tutelata
Dal Comune sono arrivate rassicurazioni. L’amministrazione ha ricordato che San Gregorio Armeno è già sottoposta a regole specifiche per tutelare l’arte presepiale. Anche il nuovo Piano del Commercio, approvato dal Consiglio comunale nel giugno 2026, contiene limitazioni precise sulle attività che possono essere avviate lungo la strada. Le norme puntano a garantire la presenza di attività legate alla produzione e alla vendita di presepi, pastori e prodotti dell’artigianato locale. Ogni nuova apertura deve comunque seguire l’iter previsto e sarà sottoposta ai controlli degli uffici competenti.
Ed è proprio qui che si concentra la richiesta degli artigiani: controllare che le regole vengano rispettate davvero e che non possano essere aggirate. La protesta di San Gregorio Armeno nasce da questo timore. Gli artigiani vogliono continuare a lavorare in una strada conosciuta in tutto il mondo per i presepi. Chiedono che le nuove aperture restino compatibili con questa tradizione. Il confronto adesso sarà soprattutto sull’applicazione concreta delle norme già esistenti.
