La stagione del Napoli resta fortemente condizionata dalla questione fisica con tanti calciatori infortunati: tra grandi rientri, assenze lunghe e dubbi di formazione, Conte è costretto a fare i conti quotidianamente con un’infermeria affollata. Tuttavia, negli ultimi giorni si è registrato un importante cambio di marcia, con recuperi concreti che riducono sensibilmente il numero di indisponibili e offrono soluzioni tattiche più solide per il tecnico azzurro.

I recuperi già avvenuti

Il Napoli ritrova certezze e soprattutto equilibrio strutturale grazie a tre rientri che cambiano in modo concreto le gerarchie e le rotazioni di Antonio Conte. Il recupero di Vanja Milinkovic-Savic, Amir Rrahmani e Pasquale Mazzocchi restituisce solidità, alternative e intensità in reparti che nelle ultime settimane avevano sofferto più del previsto. 

Tra i pali, Milinkovic-Savic riporta presenza e personalità. Dopo il problema alla spalla, il portiere serbo è tornato ad allenarsi con continuità e a dare garanzie vere: dominio dell’area, sicurezza nelle uscite alte e maggiore tranquillità nella costruzione dal basso. Con lui disponibile, Conte può gestire le scelte senza forzature e ritrovare stabilità in un ruolo dove ogni minima incertezza pesa tantissimo.

Il rientro di Rrahmani ha un impatto ancora più evidente sull’assetto difensivo. Il centrale kosovaro è il leader silenzioso della linea: guida i movimenti, tiene compatto il reparto, accorcia in avanti quando serve. Con lui in campo il Napoli può permettersi una difesa più aggressiva, meno attendista, più in linea con l’idea di calcio di Conte. Basta adattamenti, basta soluzioni d’emergenza: la retroguardia torna ad avere un punto di riferimento chiaro.

Sulle corsie, invece, il recupero di Mazzocchi significa ritmo e rotazioni. Nel sistema dell’allenatore azzurro gli esterni sono fondamentali per ampiezza e pressione: avere un’alternativa affidabile consente di non spremere sempre gli stessi uomini e di mantenere alta l’intensità per tutti i novanta minuti. La sua gamba e la sua disponibilità tattica permettono al Napoli di non perdere equilibrio nelle transizioni, fase in cui nelle settimane più complicate qualcosa si era incrinato.

Il punto sugli infortunati del Napoli

Il Napoli continua a fare i conti con alcune assenze importanti, che pesano sulle scelte tattiche di Conte e sulla gestione della rosa.

Kevin De Bruyne resta fermo a causa della lesione al bicipite femorale destro operata a ottobre. Il suo recupero sarà graduale e complesso: il rientro è previsto non prima di fine febbraio o marzo, e servirà un periodo di adattamento per ritrovare ritmo, intensità e intesa con i compagni. La sua assenza si fa sentire soprattutto in mediana, dove la qualità e la capacità di verticalizzare velocemente mancano.

Anche David Neres è ancora fuori: l’esterno brasiliano ha subito un intervento alla caviglia sinistra e si trova nella prima fase di riabilitazione. La sua assenza limita le opzioni sulle fasce offensive e costringe Conte a spostare responsabilità su altri giocatori, sia in attacco sia nelle transizioni. Il ritorno è previsto solo nella primavera inoltrata, a seconda dell’evoluzione del recupero post-operatorio.

Scott McTominay rimane un punto interrogativo: uscito precauzionalmente nella partita contro il Genoa per un fastidio muscolare al gluteo e bicipite femorale, la sua disponibilità nelle prossime partite, è incerta. Conte dovrà valutare attentamente il suo reinserimento, bilanciando esigenze tattiche e precauzioni mediche.

Billy Gilmour e Frank Anguissa, pur rientrati dai precedenti stop, continuano a fare i conti con fastidi muscolari ricorrenti

Infine, Giovanni Di Lorenzo resta lontano dal campo: il capitano ha subito un trauma distorsivo al ginocchio nella partita con la Fiorentina. Il suo ritorno è previsto solo nella fase finale della stagione, quando potrà tornare a guidare la squadra senza rischi.

Nonostante queste difficoltà, il Napoli mostra segnali positivi grazie ai recuperi già avvenuti e alla gestione attenta dello staff medico. Conte può contare su uomini chiave tornati disponibili, riducendo l’emergenza in difesa e sulle corsie laterali, mentre gli indisponibili verranno reinseriti gradualmente, senza forzature. La squadra, quindi, mantiene intatta la capacità di competere ai massimi livelli, puntando a gestire al meglio energie e forma fisica in vista delle prossime sfide decisive della stagione.

Articolo di Alessandro Castellano

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