Si è aperto davanti al Tribunale per i Minorenni di Napoli il processo per l’omicidio di Umberto Catanzaro, il giovane di 23 anni rimasto vittima di un agguato avvenuto ai Quartieri Spagnoli e morto dopo settimane di ricovero in ospedale.
Una giornata carica di emozione e dolore per i familiari del ragazzo, presenti all’udienza insieme ad amici e parenti che da mesi chiedono verità e giustizia per una vicenda che ha profondamente colpito la città.
La madre di Umberto Catanzaro: “Voglio giustizia per mio figlio”
Tra le testimonianze più toccanti c’è stata quella di Rosa Cangialosi, madre di Umberto Catanzaro. “Umberto era un ragazzo perbene, un lavoratore. Mio figlio era innocente e non meritava di morire così.” Parole pronunciate con la voce spezzata dal dolore ma anche con la determinazione di una madre che continua a chiedere giustizia a quasi un anno dalla tragedia. “Non cerco vendetta. Chiedo soltanto che venga fatta giustizia e che chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità.”
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane non sarebbe stato il bersaglio dell’agguato ma una vittima innocente finita nel mezzo di una sparatoria che aveva come obiettivo un’altra persona.
In aula anche la compagna con la figlia nata dopo la tragedia
All’udienza era presente anche Antonia Rongo, compagna di Umberto Catanzaro. Accanto a lei la figlia della coppia, nata alcuni mesi dopo la morte del 23enne. Una presenza che ha reso ancora più evidente il dramma vissuto dalla famiglia.
Quando Umberto era ricoverato e lottava tra la vita e la morte, Antonia era incinta. Oggi quella bambina è nata, ma non ha mai potuto conoscere il padre. “Quella bambina crescerà senza il suo papà. È una ferita che ci porteremo dentro per sempre.”
Il processo per l’omicidio di Umberto Catanzaro
La prima udienza si è svolta davanti al Tribunale per i Minorenni, dove sono comparsi due dei giovani imputati coinvolti nell’inchiesta. Per la famiglia si tratta di un passaggio fondamentale in un percorso doloroso iniziato il giorno dell’agguato e proseguito durante i lunghi mesi di ricovero del giovane. All’uscita dal tribunale la madre di Umberto ha rinnovato il suo appello. “Continuerò a lottare per mio figlio fino all’ultimo giorno. Nessuno potrà restituirmelo, ma merita giustizia.”
Il processo proseguirà nei prossimi mesi e sarà chiamato a chiarire ogni responsabilità. Nel frattempo, il nome di Umberto Catanzaro continua a essere ricordato da familiari, amici e cittadini che non hanno mai smesso di chiedere verità per la sua morte. Intanto torna il dibattito sulle pene per i minori.
Fonte dichiarazioni: Il Mattino
