Processo Ugo Russo: nel post diffuso dal comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo si dà conto di quanto emerso durante l’udienza di giovedì 25 giugno, nel corso della quale è stato ascoltato il dottor Antonio Grande. Patologo forense e figura di lungo corso della medicina legale. Per trent’anni in servizio presso il Servizio centrale della Polizia scientifica di Roma.
Secondo quanto riferito dal comitato, Grande partecipò all’autopsia eseguita all’epoca dei fatti e contribuì alla perizia della Polizia scientifica. La sua testimonianza si sarebbe concentrata in particolare sul colpo di pistola che ha tolto la vita a Ugo Russo. Quello esploso mentre il ragazzo era in fuga verso lo scooter e che, secondo la ricostruzione richiamata nel post, avrebbe attraversato prima il casco e poi il cranio da destra verso sinistra.
Processo Ugo Russo, il resoconto dell’udienza del 25 giugno
Nel resoconto pubblicato da Verità e Giustizia per Ugo Russo, il medico legale avrebbe spiegato che quel colpo avrebbe impedito “immediatamente” qualsiasi forma di mobilità al ragazzo. Il proiettile avrebbe attraversato entrambi gli emisferi cerebrali. Per questa ragione, sempre secondo quanto riferito dal comitato, Ugo Russo non avrebbe potuto proseguire la fuga in modo lucido e orientato dopo essere stato colpito.
La ricostruzione riportata nel post sostiene infatti che il ragazzo sarebbe caduto subito riverso sullo scooter, dove fu poi rinvenuto prima del trasporto in ospedale. A sostegno di questa tesi vengono richiamati, nel racconto dell’udienza, anche alcuni elementi tecnici. L’assenza di sangue nel casco e lungo il percorso di fuga.
Il nodo della dinamica e il peso della testimonianza
La deposizione di Antonio Grande viene descritta dal comitato come un passaggio particolarmente rilevante del processo. Perché interviene su uno dei punti più delicati dell’intera vicenda. La dinamica del colpo mortale e la possibilità o meno che Ugo Russo abbia continuato a muoversi dopo essere stato raggiunto dal proiettile.
Sempre secondo il post di Verità e Giustizia per Ugo Russo, la testimonianza del medico legale metterebbe in discussione un’ipotesi. Quella che non escludeva la possibilità per il ragazzo di percorrere diversi metri verso il motorino dopo essere stato colpito alla testa. Nel resoconto diffuso dal comitato, questa valutazione viene indicata come un tassello importante nella ricostruzione della verità processuale. Anche perché collegherebbe il colpo mortale alla seconda fase di sparo.
Il processo per la morte di Ugo Russo
Il procedimento sulla morte di Ugo Russo, ucciso nella notte tra il 29 febbraio e il 1° marzo 2020, prosegue davanti ai giudici e vede imputato per omicidio volontario pluriaggravato il carabiniere C.B..
L’udienza del 25 giugno, così come raccontata dal comitato Verità e Giustizia per Ugo Russo, aggiunge un nuovo elemento al processo. Un processo che continua a interrogare la città di Napoli su una vicenda che, a distanza di anni, resta una ferita aperta. La testimonianza di Antonio Grande, per il ruolo avuto all’epoca dei fatti e per il contenuto della sua deposizione, viene indicata come uno dei momenti più significativi delle ultime udienze.
