Telecamere, cartelli e cumuli di spazzatura. A via del Formale e all’incrocio tra via Francesco Girardi e via Pasquale Scura, dove Gridalo porta avanti il Dossier Topi, gli incivili continuano ad abbandonare sacchi, materassi, frigoriferi, lavatrici e mobili proprio nelle zone sorvegliate. Arrivano a piedi, con lo scooter o con un’automobile, scaricano e vanno via. La presenza delle telecamere non sembra provocare alcun timore. A cosa servono, allora? Sono attive? Registrano il punto esatto? Qualcuno controlla davvero le immagini?
Secondo quanto riferito a Gridalo da fonti della Polizia, in passato sono state elevate diverse sanzioni per conferimenti irregolari. Il problema è capire quando un filmato sia realmente sufficiente per arrivare a una multa.
Con la targa è più semplice, a piedi cambia tutto
Quando chi abbandona i rifiuti utilizza un’auto, uno scooter o un furgone, la targa offre agli agenti un elemento concreto da cui partire. Si può risalire all’intestatario del mezzo. Si possono svolgere gli accertamenti per capire chi lo stesse utilizzando in quel momento.
Il proprietario del veicolo non coincide automaticamente con il responsabile. Ma la targa permette almeno di avviare una verifica. In passato la Polizia Municipale di Napoli ha già utilizzato impianti capaci di leggere le targhe, anche di notte, per individuare mezzi impiegati negli scarichi abusivi. Se invece la persona arriva a piedi, la situazione diventa più complicata. Una telecamera può riprendere il volto, gli abiti, il percorso e il momento esatto in cui vengono lasciati i sacchi, ma non restituisce automaticamente nome, cognome e indirizzo.
L’identificazione può avvenire se il soggetto è già conosciuto dagli agenti. O ancora se viene riconosciuto da chi opera sul territorio. Se altre telecamere consentono di seguirne il tragitto oppure se emergono testimonianze e ulteriori elementi. Senza tutto questo, il filmato può mostrare perfettamente l’illecito ma non essere sufficiente per attribuirlo con certezza a una persona.
Non è sempre necessario coglierli sul fatto
La presenza di una pattuglia nel momento preciso dell’abbandono non è sempre indispensabile. La normativa consente di utilizzare le immagini della videosorveglianza. Anche senza una contestazione immediata, purché la condotta sia documentata chiaramente e il responsabile venga identificato.
La telecamera può quindi fornire una prova, ma la multa deve essere intestata a qualcuno. Se c’è una targa, il percorso è più diretto. Se compare soltanto una persona che lascia due sacchi e si allontana nei vicoli, servono altri riscontri. Non significa che le telecamere siano inutili. Significa che non basta installarle e appendere un cartello. Servono immagini nitide, personale autorizzato, verifiche rapide e un lavoro investigativo capace di trasformare una registrazione in un verbale.
Non tutte le telecamere servono a controllare i rifiuti
Una telecamera installata per la sicurezza urbana non è necessariamente una fototrappola destinata a controllare i cassonetti. Può inquadrare una porzione più ampia della strada, avere un’angolazione inadatta oppure non riprendere il punto preciso in cui avviene lo scarico. Per contrastare l’abbandono dei rifiuti vengono spesso utilizzati dispositivi specifici. Vengono posizionati nelle zone più colpite e orientati verso il punto interessato. Devono esserci una finalità chiara, cartelli informativi e tempi di conservazione delle immagini stabiliti.
Le registrazioni, inoltre, non restano disponibili per sempre. Per questo una segnalazione deve essere raccolta e verificata in tempi brevi. Se nessuno richiede le immagini oppure se vengono visionate troppo tardi, il filmato può essere cancellato prima di produrre qualsiasi risultato. La privacy, dunque, non impedisce di controllare le discariche abusive. Impone semplicemente che gli impianti vengano utilizzati con regole precise e senza riprendere inutilmente persone e spazi estranei all’illecito.
Via Girardi e via del Formale: servono numeri e risposte
Dall’esterno non è possibile sapere se le telecamere, per contrastare gli incivili dei rifiuti, presenti in via Girardi e via del Formale siano tutte attive, quale zona inquadrino, chi gestisca le registrazioni e quante volte i filmati siano stati utilizzati per identificare qualcuno. A detta della nostra fonte sono attive ma non ne abbiamo certezza assoluta.
Servono risposte precise: quante telecamere funzionano? Quante riprendono realmente i punti degli abbandoni? E ancora, quante immagini sono state visionate? Quante persone sono state riconosciute? Quante sanzioni sono state elevate grazie alle registrazioni?
Nuove telecamere per chi getta rifiuti
Molti cittadini chiedono altri dispositivi davanti al Loreto Mare, nel vicoletto Tofa e in numerosi punti trasformati periodicamente in discariche. La richiesta è comprensibile, ma installare nuove telecamere senza predisporre controlli e personale rischia di non cambiare nulla. Le fototrappole possono funzionare quando vengono posizionate nei luoghi giusti. Non sostituiscono però il lavoro degli agenti. Non possono identificare da sole ogni persona ripresa.
Riprendere un materasso abbandonato non basta. Bisogna risalire a chi lo ha portato, identificarlo e sanzionarlo. Altrimenti la telecamera resta accesa e l’incivile continua indisturbato.
