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Home » Blog » Pizzoteca “Mangia un libro e leggi una pizza”: intervista a Raffaele Esposito
Quartieri SpagnoliStorie e Territorio

Pizzoteca “Mangia un libro e leggi una pizza”: intervista a Raffaele Esposito

Adelia Giordano
Last updated: 30 Settembre 2026 17:29
Adelia Giordano
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Nei Quartieri Spagnoli di Napoli, un antico locale di famiglia che era stato costretto a chiudere i battenti rinasce oggi come presidio di cultura e solidarietà. Dall’intuizione di Raffaele Esposito nasce la prima “Pizzoteca“, un luogo unico dove la tradizione della pizza si fonde con l’amore per i libri. Tra iniziative come il Book Crossing e la Pizza Sospesa a favore dei più bisognosi, ecco la storia di un’idea innovativa che si trasforma in un dono concreto per l’intero quartiere.

Contents
  • I ricordi d’infanzia prima della Pizzoteca
  • Gli anni difficili della faida e la chiusura
  • L’intuizione di fondare pizza e letteratura: nasce la Pizzoteca
  • Il meccanismo sociale della pizza sospesa
  • Il valore del Book Crossing nei vicoli di Napoli
    • About The Author
      • Adelia Giordano

I ricordi d’infanzia prima della Pizzoteca

Raffaele, partiamo dalle mura di questo locale. Entrare qui significa calpestare la storia della tua famiglia. Che ricordi hai di questo posto?
“Questo locale per me è memoria viva. In origine era la trattoria dei miei nonni, un luogo sempre pieno di vita e di profumi. Me lo raccontano sempre in famiglia: a pranzo era il punto di riferimento per gli impiegati e per tutta la gente che lavorava nella vicina Via Toledo e cercava un pasto caldo, genuino. C’era un’atmosfera autentica, di casa. Poi, purtroppo, sono arrivati gli anni ’90.”

Gli anni difficili della faida e la chiusura

Cosa successe in quel periodo così complesso per i Quartieri Spagnoli?
“La sanguinosa faida di camorra ha colpito duramente il quartiere in quegli anni. Le strade si sono svuotate, la paura ha preso il sopravvento e gli affari purtroppo andarono molto male. I miei nonni furono costretti a prendere una decisione dolorosa e decisero di chiudere l’attività. Successivamente il locale fu fittato a una pescheria surgelati, “Gene Pesca”, ma purtroppo le spese di esercizio erano troppo alte e non hanno potuto più fare fronte ai costi, chiudendo l’attività. Vedere quel posto di famiglia sbarrato faceva male.”

L’intuizione di fondare pizza e letteratura: nasce la Pizzoteca

Poi arriva la svolta. Com’è nata l’idea di riaprire e di unire due mondi apparentemente così diversi?
“Mio cugino mi propose di riaprire il locale e fare una pizzeria. Io, però, sono un ragazzo a cui piace moltissimo leggere e il mio sogno profondo era quello di aprire una libreria. Sapevamo bene che oggi con i libri, soprattutto per le piccole librerie indipendenti, non è che ci sia tutto questo business per sopravvivere. Allora abbiamo deciso di fondere le due idee. È nata così la Pizzoteca, un luogo unico dove la cultura del palato e quella della mente si incontrano nello stesso momento.”

Il meccanismo sociale della pizza sospesa

Parliamo di solidarietà. Fuori dalla porta avete un banner con delle calamite a forma di pizza. Come funziona esattamente la vostra iniziativa?
“Io penso che ogni persona metta la propria personalità in quello che fa. Essendo un ragazzo Cristiano cattolico praticante, faccio parte dell’Ordine della Mercede — un ordine religioso che qui ai Quartieri Spagnoli ha la Chiesa della Mercede a Montecalvario — e sono un volontario della Caritas. Con questo background ho creato la pizza sospesa, sulla falsa riga del caffè sospeso. Una persona paga una pizza al costo normale di una margherita (€7) e noi la conserviamo, attaccando una calamita a forma di pizza sul banner esterno per indicare quante sono disponibili.”

Cosa succede se durante la giornata o la sera nessuno richiede le pizze sospese disponibili?
“Niente va sprecato. Se la sera nessuno le richiede direttamente in cassa, noi le mettiamo da parte. Il giovedì sera facciamo la distribuzione delle pizze per i senzatetto insieme alla Caritas Mercedaria dei Quartieri Spagnoli. Il venerdì mattina, invece, le pizze vengono portate per il pranzo con i bisognosi nella mensa della Caritas della Chiesa di Santa Brigida. Organizziamo anche altre iniziative per sostenere il quartiere.”

Il valore del Book Crossing nei vicoli di Napoli

All’interno della Pizzoteca spicca l’angolo dei libri. Ci tieni a precisare che si tratta di un Book Crossing e non di una libreria gratuita. Qual è il messaggio profondo dietro questo progetto?
“Il Book Crossing è un punto di scambio virtuoso: le persone possono lasciare i loro libri usati già letti e prenderne altri disponibili sul momento. Abbiamo creato questa cosa per invogliare le persone a leggere. Chi non lo fa per possibilità economiche o per mancanza di tempo, magari si trova qui a mangiare, prende un libro e inizia a sfogliarlo. Sappiamo tutti che la lettura è cultura, e la cultura apre la mente delle persone rendendole migliori. Questo è il riscatto che vogliamo per la nostra terra.”

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