Dopo giorni di blocchi, pompe a secco, supermercati svuotati e una città con il fiato corto, Napoli prova a ripartire dopo la protesta. Nella notte sono stati smobilitati i principali presìdi degli autotrasportatori e dall’alba le autocisterne hanno ricominciato a muoversi verso i distributori. L’emergenza però non sparirà nel giro di qualche ora. Per riportare benzina e merci ovunque servirà tempo.
Smobilitati i presìdi, ripartono le autocisterne
Nella notte sono stati rimossi tutti i presìdi presenti sulla rete autostradale campana nel Casertano e nel Salernitano. A Napoli è stato sciolto anche quello nella zona del varco Bausan, mentre nell’area orientale è stato smobilitato il presidio davanti ai depositi che per giorni aveva impedito o fortemente rallentato l’uscita delle autocisterne.
Dalle prime ore del mattino i mezzi carichi di carburante sono tornati in strada, in alcuni casi con la presenza delle forze dell’ordine, per raggiungere le stazioni di servizio. È il primo vero segnale di ritorno alla normalità dopo giorni in cui trovare benzina a Napoli era diventato difficilissimo.
La situazione, però, resta complicata. Molti distributori risultano ancora senza carburante e davanti alle pompe che hanno ricominciato a erogare si stanno formando lunghe file. Le scorte devono essere ricostituite dopo giorni di stop quasi totale e non tutti gli impianti potranno tornare operativi contemporaneamente.
Protesta Napoli: Supermercati ancora vuoti, il ritorno alla normalità sarà lento
La stessa situazione riguarda i supermercati. In questi giorni a Napoli sono praticamente scomparsi da molti scaffali acqua, latte, pasta, frutta, verdura e numerosi prodotti freschi. Con la ripresa della circolazione dei camion stanno ricominciando anche le consegne, ma serviranno diversi giorni per recuperare tutto quello che non è arrivato durante i blocchi.
Secondo le stime riportate da Confcommercio, potrebbe servire circa una settimana per un ritorno completo alla normalità. Prima dovranno essere riforniti i centri logistici, poi i singoli punti vendita, mentre contemporaneamente dovranno essere ricostituite le scorte dei distributori di carburante. Napoli quindi esce dal blocco, ma le conseguenze continueranno a vedersi ancora per qualche giorno.
Il decreto del Governo e la fine dei blocchi
Lo stop arriva poche ore dopo il nuovo intervento approvato dal Consiglio dei ministri. Il Governo ha stanziato 105,2 milioni di euro per l’autotrasporto, con nuove risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio. Di questi, 45,2 milioni riguardano le spese sostenute tra marzo e agosto, mentre altri 60 milioni copriranno il periodo dal primo settembre al 5 ottobre. Per le imprese è prevista anche la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 alcuni canoni di leasing dei mezzi.
Le misure arrivano dopo giorni di tensione e dopo una protesta che in Campania aveva resistito più a lungo rispetto ad altre regioni del Sud. Ancora ieri decine di tir avevano attraversato lentamente via Marina e l’area portuale, mentre via Argine era diventata uno dei punti simbolo della mobilitazione napoletana. Nella notte il quadro è cambiato. I camion hanno lasciato i principali presìdi e le autocisterne sono tornate a uscire dagli impianti.
Napoli riparte, restano le ragioni della protesta
Per migliaia di napoletani la priorità adesso è molto concreta. Ritrovare benzina alle pompe, vedere tornare i prodotti nei supermercati e ricominciare a muoversi senza l’ansia di restare con il serbatoio vuoto.
La fine dei blocchi, però, non cancella quello che è successo negli ultimi giorni. Dietro i camion fermi c’erano lavoratori e piccole imprese che denunciano da tempo l’aumento dei costi, margini sempre più stretti e difficoltà nel sostenere il prezzo del carburante.
Il Governo ha messo sul tavolo nuove risorse e i mezzi sono tornati a muoversi. Napoli può finalmente cominciare a respirare. Adesso bisognerà capire se, insieme ai blocchi, riusciranno a fermarsi anche le condizioni che hanno portato tanti autotrasportatori in strada.
