Un muro compatto, trasversale e senza sfumature politiche. Il Consiglio della Seconda Municipalità ha votato all’unanimità un atto di ferma opposizione contro la Direzione municipale, rea di aver inviato pesanti lettere di messa in mora ad alcuni consiglieri territoriali. Al centro dello scontro c’è la richiesta di restituzione dei gettoni di presenza percepiti nel 2016 e il tentativo di bloccare la prescrizione per gli anni successivi. La decisione dell’aula, formalizzata nella seduta di ieri 22 settembre 2026, punta a congelare i rimborsi attraverso l’annullamento in autotutela e a riscrivere i confini delle regole modificando l’articolo 65 del Regolamento delle Municipalità.
I tre pilastri del “no” ai rimborsi
Il documento approvato dall’aula smonta punto per punto l’iniziativa degli uffici tecnici. I consiglieri spiegano i motivi della protesta attraverso tre obiezioni principali:
Difetto di giurisdizione: La Municipalità contesta l’autorità della Direzione locale. Gli uffici sul territorio non gestiscono un bilancio proprio. È il Comune centrale a pagare i gettoni di presenza. Per questo motivo, solo l’amministrazione centrale ha il titolo giuridico per chiedere indietro i soldi.
L’errore sui verbali:Gli uffici applicano le contestazioni sia alle sedute di Consiglio che a quelle di Commissione. Il voto unanime evidenzia però un errore di fondo. Il regolamento citato dagli uffici disciplina solo le Commissioni permanenti. Questa norma non c’entra nulla con le sedute del Consiglio municipale e non ha valore legale per esse.
La violazione del diritto di difesa: I consiglieri rifiutano le lettere ricevute perché le ritengono generiche e cumulative. Gli uffici non specificano quali siano le irregolarità, le date o le commissioni coinvolte. Questo meccanismo cancella la trasparenza e il diritto al contraddittorio. In questo modo, gli uffici impediscono ai consiglieri di difendersi in modo mirato.
Il diritto dei consiglieri e il messaggio al Comune dalla seconda municipalità
Il voto chiarisce anche il funzionamento delle Commissioni. Ogni consigliere ha il pieno diritto di proporre la convocazione di una riunione. L’atto deve solo trattare materie di competenza e aiutare i lavori del territorio. La Seconda Municipalità lancia un segnale chiaro a Palazzo San Giacomo. Le regole sulla presenza tutelano la partecipazione democratica. La burocrazia non può limitare i diritti degli eletti con interpretazioni retroattive.