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Mercato della monnezza a Corso Garibaldi, Petroli «Tre interventi a settimana non bastano»

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Home » Blog » Il grido di Piazza Mercato: “Che degrado. I grandi eventi non bastano”
Municipalità II

Il grido di Piazza Mercato: “Che degrado. I grandi eventi non bastano”

Adelia Giordano
Last updated: 1 Luglio 2026 12:01
Adelia Giordano
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Piazza Mercato è storicamente il cuore pulsante del commercio napoletano, il luogo dove sono nati gli antichi mestieri. Oggi, però, quella stessa piazza vive un paradosso intollerabile: un immenso patrimonio storico e religioso amato dai campani, ma completamente abbandonato a se stesso, invisibile ai turisti e soffocato dal degrado.

Contents
  • Una storia familiare lunga trent’anni a Piazza Mercato
  • Il paradosso del turismo e la devozione locale a Piazza Mercato
  • La critica ai “Grandi Eventi” e le proposte dei commercianti
  • L’emergenza degrado
    • About The Author
      • Adelia Giordano

Abbiamo raccolto la testimonianza di Tonia, titolare della gastronomia Terra Mije, la cui famiglia affonda le radici in questo quartiere da oltre trent’anni.

Una storia familiare lunga trent’anni a Piazza Mercato

Tonia, partiamo dalle vostre radici. La vostra non è un’attività nata ieri.
“Assolutamente no. Da otto anni gestisco questa attività di gastronomia, aperta tra il 2017 e il 2018. Ma noi siamo una generazione di commercianti: la mia famiglia ha un altro negozio storico di arredamento e forniture proprio in questa zona da più di trent’anni. Mio padre è nato nel vicoletto dove si trova il negozio. Siamo profondamente centrati e radicati in questo quartiere, lo viviamo da sempre.”

Com’è cambiata la zona in questi trent’anni?
“Tantissimo, e purtroppo non in bene. Oggi c’è una situazione di profonda solitudine. La piazza è molto abbandonata, sia dal punto di vista della manutenzione sia dal punto di vista sociale. Qualche tempo fa sono stati fatti dei lavori pubblici; noi commercianti ci aspettavamo un rilancio vero e proprio per il quartiere. Ma questo rilancio non c’è mai stato.

Il paradosso del turismo e la devozione locale a Piazza Mercato

Eppure parliamo di una piazza monumentale, vicina a complessi religiosi importantissimi.
“La rabbia e la collera nascono proprio da questo. Questa piazza, a differenza di altre zone di Napoli, è amata visceralmente dai napoletani e dai campani. L’intera area regionale è legata a questo posto. Di fronte abbiamo la Basilica del Carmine che ha tantissimi devoti ed è bellissima. E non dimentichiamo la Chiesa di Sant’Eligio Maggiore, che attira fedeli da tutta la Campania. Il problema è il turista: il turista non sa proprio dell’esistenza di questa piazza. Chi ci arriva per caso la nomina e la ricorda a malincuore, vedendo il contrasto tra la bellezza dei monumenti e lo stato in cui versano.”

La critica ai “Grandi Eventi” e le proposte dei commercianti

Cosa succede durante l’anno? Ci sono momenti di ripresa?
“La piazza si popola solo per eventi storici tradizionali, come l’Epifania o la Festa del Carmine, o magari a giugno per qualche concerto sporadico. Ma al di fuori di queste date è desolata. Quest’anno per Natale hanno messo anche le luminarie, si vedevano, ma non basta. Non serve alla zona un ‘concertone’ isolato da 30.000 persone se il giorno dopo si piomba nel vuoto totale. Le istituzioni non capiscono che serve continuità. Non serve fare un mese sì e otto no, o due mesi sì e dieci no.”

Cosa proponete voi commercianti per cambiare davvero le cose?
“Serve un punto di riferimento continuo, qualcosa che ogni sabato porti qui le famiglie in modo fisso, per riabituare le persone a frequentare la piazza. Ad esempio, si potrebbero organizzare sagre o manifestazioni che ricordino gli antichi mestieri, visto che qui è nato il commercio. Vedo spessissimo i mercati di Coldiretti organizzati al Centro Direzionale, in mezzo a palazzoni di cemento che non hanno nulla a che fare con la tradizione. Perché non spostare eventi del genere qui, in modo permanente?”

L’emergenza degrado

Oltre alla mancanza di eventi, c’è un problema strutturale della piazza?
“Questa è una piazza ostile: non c’è una panchina, non c’è una fontana. È completamente vuota. Un bambino qui non ha un’area giochi, le famiglie non hanno un motivo o un posto per soffermarsi. E poi c’è il problema del decoro urbano, che è sotto gli occhi di tutti.”

A cosa si riferisce in particolare?
“Accanto al nostro obelisco monumentale hanno posizionato ben cinque bidoni della spazzatura. È un’area dove la sporcizia è perenne. Non vi dico la situazione igienica che siamo costretti a subire, tra topi che camminano continuamente e degrado. Penso che con questo abbiamo detto tutto. La piazza ha le potenzialità, noi commercianti abbiamo la volontà, ma senza servizi di base, pulizia e una programmazione continua, restiamo abbandonati a noi stessi.”

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