Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, notoriamente napoletano doc, annuncia su Instagram l’approvazione in Consiglio dei ministri del Comitato per le celebrazioni di “Neapolis 2500”. Il problema è che poi sbaglia clamorosamente il conteggio degli anni: scrive 250 anni invece che 2500. Il Post è stato subito dopo corretto, ma ormai la frittata era fatta.
Il ministro della Cultura fatica dunque a fare i conti anche con la Storia, oltre che con la geografia. Ricordiamo la recente gaffe nella quale il Ministro della Cultura aveva supposto che la geolocalizzazione di Time Square fosse in quel di Londra. Ricordiamo ancora l’episodio nel quale Sangiuliano ha dichiarato che Cristoforo Colombo avesse scoperto l’America confutando le teorie di Galileo Galilei, notoriamente nato anni 70 anni più tardi: la teoria geosferica è in realtà ben più antica, e risale ai tempi di Aristotele (384-322 a.C.).
L’ultima gaffe di Sangiuliano suscita particolare scalpore, in quanto lo trafigge sulla sua città natale: Napoli. Il ministro ha vissuto nel capoluogo partenopeo per tutta la sua giovinezza, essendosi diplomato al liceo Alfonso Pansini ed essendosi laureato alla Federico II.
Le origini millenarie di Napoli
Parrebbe curioso pensare che Sangiuliano, un napoletano doc, ignori che Napoli abbia origini ben più antiche di svariate altre metropoli europee. Essa venne infatti fondata come Epineion (approdo e caposaldo) dai cumani alla fine dell’VIII secolo a.C., e successivamente rifondata come Neapolis (nuova città) dagli ateniesi alla fine del VI secolo a, divenendo uno dei siti più importanti della Magna Grecia.

Una ricostruzione 3D della Neapolis greca
Dopo la gaffe su Napoli, si è dimesso il social media manager di Sangiuliano
A fare le spese sull’ennesima gaffe del ministro è stato il social media manager, “colpevole” di non aver prestato la necessaria attenzione sulle pubblicazioni di Sangiuliano. Ha infatti dato le sue dimissioni dall’incarico.
“L’errore sul profilo Instagram relativo alla nascita del Comitato nazionale ‘Neapolis 2500’ evidentemente è del mio social media manager. Per questo ho accettato le sue dimissioni” ha twettato il ministro su X.