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Home » Blog » Boom del turismo a Napoli durante le feste: come i quartieri perdono l’identità
AttualitàQuartieri Spagnoli

Boom del turismo a Napoli durante le feste: come i quartieri perdono l’identità

Stefano Colasurdo
Last updated: 9 Luglio 2026 10:16
Stefano Colasurdo
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Tra il 22 dicembre e i giorni immediatamente successivi al Capodanno, Napoli è stata attraversata da un’ondata di turismo di oltre due milioni di unità. Un dato enorme, costruito sommando i flussi pre-natalizi, il Natale vero e proprio e il Capodanno “lungo”: circa 300 mila visitatori prima del 24 dicembre, oltre un milione tra Natale e fine mese e circa 760 mila persone arrivate per Capodanno. Numeri che raccontano una città attrattiva, desiderata, osservata, fotografata.

Contents
  • Boom del turismo a Capodanno
  • Perdita di identità
    • La contraddizione
    • About The Author
      • Stefano Colasurdo

Napoli, ancora una volta, è stata al centro dell’attenzione nazionale e internazionale. Strade piene, locali affollati, vicoli diventati scenografie. Ma passata la festa, spente le luci, resta una domanda che troppo spesso viene rimossa: cosa resta davvero di questo turismo nei quartieri popolari?

Boom del turismo a Capodanno

Il turismo, di per sé, non è un problema. Anzi, è una risorsa. Il problema nasce quando i benefici non sono distribuiti, quando i numeri crescono ma la vita quotidiana di chi abita quei luoghi diventa più difficile, non più sostenibile.

Nei Quartieri Spagnoli questo meccanismo è ormai evidente. Da anni si parla – giustamente – delle case trasformate in B&B e affitti brevi. Ma c’è un altro aspetto, meno raccontato e forse ancora più grave: la pressione sugli affitti commerciali. Barbieri, sarti, piccoli negozi storici, botteghe artigiane stanno pagando un prezzo altissimo al boom turistico.

Un locale che fino a pochi anni fa costava 500 o 600 euro al mese, oggi arriva facilmente a 1.300 o 1.500 euro, se non di più. Per un’attività artigianale, che lavora con margini ridotti e clientela locale, significa una cosa sola, non reggere più. Chi non può sostenere quei costi è costretto a chiudere. E a quel punto, per il proprietario dell’immobile, la scelta è quasi obbligata: trasformare quel locale in un’altra struttura ricettiva, perché rende di più, subito, senza rischi.

Perdita di identità

È così che il turismo, senza regole e senza visione, mangia lentamente l’identità dei quartieri. Non perché arrivano i visitatori, ma perché spariscono i mestieri, le relazioni, la vita di prossimità. I Quartieri Spagnoli rischiano di diventare un luogo che si attraversa, non un luogo che si vive. Un set permanente, non una comunità.

I dati del periodo festivo lo dimostrano: il flusso turistico è fortissimo ma concentrato in poche settimane. Dopo l’Epifania, come ogni anno, le presenze caleranno. I turisti se ne andranno. Ma gli affitti resteranno alti. I contratti resteranno onerosi. Le botteghe chiuse non riapriranno da sole.

La contraddizione

Questa è la contraddizione che va affrontata, come successo a Capodanno, un turismo che cresce per numeri ma non per qualità sociale. Un turismo che consuma spazio e identità più velocemente di quanto restituisca. E non è una battaglia “contro” i visitatori. È una riflessione su come una città governa il proprio successo.

Napoli non può permettersi di diventare una cartolina svuotata. I Quartieri non sono un parco tematico. Sono un equilibrio fragile fatto di lavoro, affitti sostenibili, relazioni, botteghe, famiglie. Se questo equilibrio salta, il rischio è chiaro: perdere ciò che rende Napoli davvero unica, proprio mentre il mondo intero la guarda.

Il turismo record delle feste è un dato di cui andare orgogliosi. Ma senza politiche, senza tutela dei residenti e delle attività storiche, senza una visione che metta al centro chi vive nei quartieri, quel record rischia di trasformarsi in un boomerang.

Perché una città può sopravvivere senza fuochi d’artificio.
Ma non sopravvive senza identità.

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Stefano Colasurdo

Ho scritto per tanti giornali ed è arrivato il momento di dire la mia con Gridalo, una creazione nata dal nulla per potermi esprimere liberamente

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