A Montesanto intorno alle 19:30, un uomo armato di mitra ha aperto il fuoco in pieno giorno tra la folla, a pochi passi dalla stazione della Cumana. Una presunta faida tra clan per il controllo delle piazze di spaccio sta terrorizzando il centro di Napoli. Dopo le sparatorie notturne delle scorse settimane a Mezzocannone, ai Quartieri Spagnoli e i sette spari di sabato notte alla Pignasecca, ieri sera si è superato il limite.
Ecco la testimonianza di una studentessa fuori sede che si trovava proprio davanti al portone di casa.

L’intervista alla studentessa di Montesanto
Cosa è successo ieri sera alle sette e mezza e come sei riuscita a salvarti?
“Mi trovavo proprio sotto il mio palazzo, a Montesanto. All’improvviso ho sentito i colpi. C’era un uomo in strada armato di mitra. Ho sentito lo sparo e sono volata subito dentro il portone per mettermi in salvo. Pochissimo tempo dopo la strada si è riempita di ambulanze e polizia con le armi spianate. Sabato notte era già successo alla Pignasecca con sette spari, ma stavolta è stato terribile perché è accaduto di giorno, in mezzo alla gente che camminava tranquillamente“.
C’era aria di tensione nel quartiere nei giorni scorsi o ve lo aspettavate?
“No, assolutamente. Non si avvertiva alcuna tensione prima di ieri; le persone erano tranquille nei pressi della Cumana ed erano anni che non si verificavano episodi simili con questa modalità. Nel quartiere, però, adesso ho sentito dire che probabilmente è in corso una nuova ondata di criminalità legata alla gestione e all’acquisto delle piazze di spaccio. Si pensa che sia proprio per questo motivo che si stanno scontrando tra i vari quartieri attraverso queste “stese”. Prima agivano sempre di notte, ieri invece è stata la prima volta in pieno giorno, davanti a tutti“
Come vivi le giornate adesso e come pensi di spostarti nel quartiere?
“C’è una forte tensione nel centro di Napoli. Come studentessa fuori sede mi ritrovo a vivere questa situazione assurda: sparano con il mitra sotto il mio palazzo e le forze dell’ordine nel quartiere non si vedono mai. Nonostante tutto, però, io non voglio rinchiudermi in casa per la paura. Sinceramente adesso ho timore anche solo a camminare per il quartiere; la paura è costante e si vive con l’ansia che possa succedere di nuovo da un momento all’altro. Tuttavia, rifiuto di limitarmi o di barricarmi in casa per il terrore, perché se ci si comporta così, alla fine non si vive più. Non si può smettere di uscire o di andare all’università per colpa loro, anche se oggi muoversi per strada fa molta più paura”
A Montesanto c’è un commissariato di Polizia vicino. Vi sentite protetti o presidiati? “Nonostante il commissariato a due passi, le pattuglie qui non si vedono mai se non a fatto accaduto. È una presenza puramente reattiva, mai preventiva. Ormai non mi aspetto più niente dalle istituzioni e ho perso la speranza che qualcosa possa cambiare.”