Il 3 agosto pubblicavamo un articolo sull’ennesima situazione assurda all’interno dell’ex Ospedale Militare della Santissima Trinità delle Monache, sul lato di via Pasquale Scura. Due alberi giganteschi erano cresciuti praticamente dentro la struttura, con le radici infilate nelle mura e una vegetazione ormai fuori controllo. A distanza di poco più di due mesi, quelle immagini stanno finalmente cambiando. Da diversi giorni gli operai sono al lavoro proprio su quel terrazzo, uno degli angoli che avevamo segnalato più volte attraverso articoli, video e PEC.
Uno dei due grandi alberi è già stato abbattuto e gli interventi stanno andando avanti per liberare il terrazzo, eliminare la vegetazione e ripulire le parti della struttura rimaste per anni in condizioni di abbandono. Per chi passa ogni giorno da via Pasquale Scura è un cambiamento evidente. Per noi rappresenta anche un primo risultato concreto dopo mesi trascorsi a raccontare quello che accadeva intorno a questo enorme complesso demaniale.
Il dossier topi ha acceso i riflettori sull’ex ospedale militare
Il nostro dossier topi era nato per raccontare un problema preciso, quello dei rifiuti e dei roditori all’angolo tra via Francesco Girardi e via Pasquale Scura. Giorno dopo giorno, però, quella storia ci ha portati inevitabilmente a guardare anche quello che c’era dietro quel cancello. L’ex Ospedale Militare è diventato così parte dello stesso racconto. Degrado, vegetazione, calcinacci, mura danneggiate e una vecchia ala lasciata per troppo tempo senza un intervento serio.
Le nostre segnalazioni sono andate avanti anche attraverso diverse PEC agli enti competenti, con foto e documentazione dello stato della struttura. La situazione degli alberi era tra quelle che ci preoccupavano maggiormente. Dal terrazzo sovrastante via Pasquale Scura erano già caduti dei calcinacci e le radici avevano ormai trovato spazio all’interno delle mura.
Radici fino al piano sottostante
A darci la misura del problema è stato anche uno degli operai impegnati in questi giorni nei lavori. Secondo quanto ci è stato riferito, le radici degli alberi sarebbero arrivate fino al piano sottostante. Un dettaglio che fa capire quanto fosse diventata delicata la situazione dopo anni di crescita incontrollata della vegetazione.
Quegli alberi erano ormai diventati enormi e le loro radici avevano letteralmente spaccato parti delle mura. Sotto c’è via Pasquale Scura, attraversata ogni giorno da residenti, pedoni, motorini e automobili. La messa in sicurezza era diventata urgente e l’avevamo chiesta più volte. Oggi quell’intervento finalmente c’è.
Trent’anni di abbandono pesano ancora
Il problema dell’ex Ospedale Militare viene da lontano. Parliamo di uno stabile enorme, in parte utilizzato e in parte rimasto per decenni in una condizione difficile da accettare nel pieno centro della città. Questa vecchia ala rappresenta forse l’immagine più evidente di un abbandono che dura da oltre trent’anni.
Negli anni alcune porzioni del complesso sono state affidate a soggetti diversi e sono nate attività in altre aree. Qui, invece, il tempo sembrava essersi fermato. Finestre aperte, alberi cresciuti all’interno, vegetazione ovunque e muri che portavano i segni di anni senza manutenzione. Adesso gli operai sono entrati e stanno finalmente ripulendo e riqualificando l’area. Noi continueremo a seguire passo dopo passo quello che accade.
Adesso vogliamo sapere cosa diventerà
Una volta completati questi lavori resterà la domanda più importante. Che cosa si vuole fare di questa parte dell’ex Ospedale Militare? Lasciarla nuovamente vuota significherebbe rischiare di ritrovarci tra qualche anno nello stesso punto. Questo spazio deve avere un futuro e deve avere, per quanto possibile, un rapporto vero con i Quartieri Spagnoli.
Le possibilità possono essere tante. Un parcheggio, uno studentato, uno spazio di aggregazione, ambienti per i giovani o per le associazioni del territorio. Saranno gli enti competenti a stabilire quali progetti siano concretamente realizzabili, ma la nostra richiesta è semplice. Un patrimonio del genere deve tornare a servire la città e soprattutto il quartiere che lo circonda.
Gridalo continuerà a tenere gli occhi aperti sull’ex ospedale militare
Il lavoro fatto con il dossier topi ha acceso i riflettori su un angolo dei Quartieri Spagnoli che per troppo tempo era stato lasciato nell’ombra. Abbiamo documentato, scritto PEC, pubblicato immagini e continuato a tornare sul posto anche quando sembrava che nulla dovesse cambiare. Oggi vedere gli operai su quel terrazzo significa che qualcosa si è mosso davvero.
Adesso aspettiamo che i lavori vadano avanti fino in fondo. Poi proveremo a capire quali siano i programmi per questa vecchia ala dell’ex Ospedale Militare. Gridalo continuerà a esserci, perché dopo aver raccontato per mesi ciò che non funzionava vogliamo raccontare anche quello che cambia. E soprattutto vogliamo capire se questo enorme spazio potrà finalmente tornare nelle mani del quartiere che da oltre trent’anni lo guarda da fuori.
