La situazione all’angolo tra via Francesco Girardi e via Pasquale Scura, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, è ormai conosciuta da tutti come il Dossier topi. Da circa due mesi Gridalo documenta quasi ogni giorno quello che accade in questo punto: sacchetti abbandonati in strada, sversamenti continui e topi che escono dall’area dell’ex Ospedale Militare per raggiungere la spazzatura. Dopo settimane di video, segnalazioni e PEC qualcosa finalmente si è mosso. Sono piccoli risultati, che vanno riconosciuti, ma siamo ancora molto lontani dalla soluzione del problema.
Dopo due mesi di segnalazioni arriva l’ASL
La prima piccola vittoria riguarda l’intervento dell’ASL Napoli 1. Dopo quasi due mesi di PEC, segnalazioni e solleciti, gli operatori sono arrivati sul posto e questa mattina, 24 agosto, sono tornati per la seconda volta. Un risultato arrivato anche dopo le richieste istituzionali di Paolo Murolo, presidente della Commissione Ambiente e Decoro della Municipalità II, con il supporto del consigliere comunale Luigi Carbone.
Durante gli interventi sono state rimosse alcune carcasse di topi precedentemente avvelenati dai residenti, è stata effettuata la disinfezione dell’area e sono stati posizionati cinque nuovi erogatori di esche, che si aggiungono a quello già presente da diversi anni. È un passo avanti, soprattutto dopo settimane nelle quali sembrava impossibile riuscire a ottenere un intervento concreto, ma è fondamentale che le operazioni proseguano e vengano ripetute nel tempo. Una o due uscite non possono risolvere una situazione di queste dimensioni.
C’è poi un altro problema. I topi sono animali estremamente diffidenti e capaci di adattarsi, quindi la semplice presenza delle esche non può essere considerata la soluzione definitiva. Soprattutto perché quello che vediamo in strada rappresenta soltanto la parte visibile del fenomeno. Da settimane documentiamo topi che escono da aperture, cavità e punti della struttura dell’ex Ospedale Militare. Non possiamo sapere quanti esemplari si trovino realmente all’interno e non avrebbe senso inventare numeri, ma la quantità di animali che vediamo comparire sera dopo sera fa pensare a una presenza molto consistente.
Ed è proprio qui che si arriva al limite dell’intervento effettuato fino a questo momento. Secondo quanto ci è stato spiegato durante le operazioni, l’ASL può intervenire sul suolo pubblico, ma non può entrare autonomamente all’interno dell’edificio per effettuare una derattizzazione completa della struttura. Di conseguenza, piazzare le esche all’esterno serve, ma significa agire solamente su una parte del problema. Se il luogo dal quale i topi sembrano provenire rimane nelle stesse condizioni e, soprattutto, se ogni sera qualcuno continua a lasciare sacchi di immondizia proprio davanti a quell’area, continueremo a inseguire l’emergenza senza eliminarne le cause.
Ex Ospedale Militare, adesso serve un intervento più ampio
A questo punto chiediamo al Comune di Napoli di attivarsi e coinvolgere tutti i soggetti competenti sull’ex Ospedale Militare. Gridalo continuerà a fare la propria parte. Da due mesi siamo in strada, documentiamo quello che accade, inviamo segnalazioni, contattiamo le istituzioni e, in diverse occasioni, ci siamo fermati fisicamente nel punto dello sversamento riuscendo almeno per qualche ora a impedire che venissero abbandonati nuovi sacchi. Nei prossimi giorni organizzeremo anche dei presidi insieme ai residenti, ma un giornale e un gruppo di cittadini non possono sostituirsi alle istituzioni.
La questione, inoltre, non riguarda più soltanto l’igiene e la presenza dei topi. Lungo il lato di via Pasquale Scura la struttura dell’ex Ospedale Militare presenta evidenti condizioni di degrado e si sono verificati anche distacchi di calcinacci. Ma c’è un altro pericolo che vediamo direttamente durante i nostri sopralluoghi. I topi sbucano spesso all’improvviso a pochi centimetri dai piedi dei passanti. La reazione istintiva di chi se li ritrova davanti è quella di scansarsi o fare un salto all’indietro e, in una strada stretta come via Pasquale Scura, questo significa rischiare di finire direttamente sulla carreggiata mentre passano auto e scooter.
È già capitato di vedere persone spaventate fare movimenti improvvisi verso il centro della strada per evitare un topo. Bisogna davvero aspettare che qualcuno venga investito o si faccia seriamente male prima di affrontare il problema alla radice?
Dossier Topi, l’appello agli incivili: adesso basta
Poi c’è l’altra parte della vicenda, quella sulla quale non servono tavoli tecnici, riunioni o competenze da stabilire. Bisogna smettere di buttare la spazzatura in strada. Questo è il punto cruciale del Dossier Topi.
Da quasi due mesi documentiamo persone che arrivano all’angolo tra via Francesco Girardi e via Pasquale Scura e abbandonano i propri rifiuti: a piedi, in scooter, con un sacchetto o con carichi molto più grandi. Cambiano i volti, ma il risultato è sempre lo stesso: una montagna di rifiuti a pochi metri dalle tane dei topi. Quella spazzatura diventa una fonte di cibo e rende ancora più difficile qualsiasi tentativo di contenere il fenomeno.
Per questo da oggi aumenteremo ulteriormente la nostra presenza sul posto. Continueremo a documentare gli sversamenti e i filmati che potranno essere utili per identificare i responsabili verranno trasmessi alle forze dell’ordine.
Dopo due mesi il Dossier Topi continua. L’arrivo dell’ASL rappresenta una prima piccola vittoria e sarebbe sbagliato ignorarla. Cinque nuovi erogatori, la rimozione delle carcasse e la disinfezione dimostrano che qualcosa finalmente si sta muovendo. Ma questa storia non può chiudersi con qualche esca piazzata sul marciapiede.
Ora bisogna intervenire sul problema alla radice. E allo stesso tempo bisogna fermare chi continua, ogni giorno, ad alimentarlo lasciando la propria spazzatura in strada.
