Sono passati più di due anni da quel pomeriggio ai Quartieri Spagnoli e la famiglia di Chiara Jaconis aspetta ancora che la giustizia faccia fino in fondo il proprio corso tramite il processo. Il processo a carico dei genitori del ragazzino ritenuto responsabile del lancio della statuetta che colpì mortalmente la giovane turista è stato rinviato.
La prima udienza era prevista per il 23 ottobre 2026, ma il procedimento è slittato al 27 novembre. I due genitori sono imputati per omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza.
Processo Chiara Jaconis: cosa successe nel 24
Gridalo segue questa storia dal primo giorno. Era il 15 settembre 2024 quando Chiara, 30 anni, originaria di Padova e residente a Parigi, stava trascorrendo le ultime ore della sua vacanza napoletana insieme al fidanzato. I due si trovavano tra via Sant’Anna di Palazzo e via Santa Teresella, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, quando un oggetto precipitato dall’alto la colpì violentemente alla testa.
Chiara venne trasportata in condizioni disperate all’Ospedale del Mare. Morì due giorni dopo, il 17 settembre, senza riprendere conoscenza. Le indagini avrebbero poi ricostruito una dinamica molto più grave rispetto all’ipotesi iniziale di una semplice caduta accidentale. A colpirla sarebbe stato infatti il frammento di una delle due pesanti statuette raffiguranti divinità egizie precipitate dall’abitazione.
Il ragazzino non può essere processato
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a lanciare gli oggetti sarebbe stato un ragazzino che all’epoca aveva 13 anni. Proprio l’età ha chiuso il procedimento penale nei suoi confronti, perché sotto i 14 anni non è imputabile secondo la legge italiana.
Da lì l’attenzione della Procura ordinaria si è spostata sui genitori. Secondo l’accusa avrebbero dovuto esercitare una maggiore vigilanza sul figlio. Il 26 giugno 2026 è arrivato il rinvio a giudizio e il processo avrebbe dovuto iniziare il 23 ottobre. La difesa della coppia ha sempre respinto le accuse e i due hanno sostenuto anche di non essere proprietari delle statuette.
Una nuova perizia può riaprire ancora il caso
Sul caso Jaconis resta aperto anche un altro fronte. Nel procedimento davanti alla giustizia minorile è stata disposta una nuova perizia sulla traiettoria del lancio. L’incarico dovrebbe essere conferito nell’udienza fissata per il 17 dicembre 2026.
Un accertamento che potrebbe avere un peso anche nel processo parallelo a carico dei genitori. Negli atti vengono inoltre citati messaggi nei quali, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata manifestata preoccupazione per precedenti lanci di oggetti da parte del ragazzo.
La famiglia di Chiara non ha mai smesso di chiedere verità
In questi due anni Cristina, Gianfranco, Roberta e tutta la famiglia Jaconis non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia. Gridalo ha raccontato più volte i loro appelli, la richiesta rivolta a chi potesse sapere qualcosa e la volontà di non lasciare che il tempo facesse calare il silenzio sulla morte di Chiara.
Napoli, intanto, ha provato a tenere vivo il suo ricordo. Ai Quartieri Spagnoli è stato realizzato un murale con il suo volto, mentre al Parco Viviani le sono stati dedicati una targa e una bouganville alla presenza della famiglia. Proprio in quella occasione la madre Cristina aveva ribadito di voler continuare a combattere affinché emergesse tutta la verità.
Ora l’appuntamento è al 27 novembre
Il 23 ottobre doveva rappresentare l’inizio del processo. Bisognerà aspettare ancora. La nuova data è il 27 novembre. Sarà allora che il procedimento nei confronti dei genitori del tredicenne dovrebbe entrare finalmente nel vivo, mentre sullo sfondo resta anche la nuova perizia disposta nel procedimento minorile.
Per la famiglia Jaconis continua così un’attesa iniziata il 15 settembre 2024, in uno dei vicoli più affollati di Napoli. Una vacanza stava per finire. Chiara da quei vicoli non è mai tornata a casa.
