A piazza Concordia, ai Quartieri Spagnoli, ci sono posti auto che sulla carta dovrebbero essere pubblici e quindi accessibili a tutti. E invece, secondo le segnalazioni raccolte da Gridalo, da tempo una parte di quegli stalli verrebbe gestita come se fosse privata, tra paletti, stendini e altri ostacoli usati per tenere occupato lo spazio e conservarlo a chi poi parcheggia lì in modo stabile.
- Piazza Concordia Quartieri Spagnoli, una piazza pubblica gestita come un parcheggio privato
- Le segnalazioni: “Per parcheggiare qui si pagherebbero tra 50 e 100 euro al mese”
- Auto parcheggiate male e strada ristretta: “Qui un’ambulanza rischia di non passare”
- Non il solito paletto: qui il suolo pubblico rischia di diventare una rendita
- Ora servono controlli su piazza Concordia
Il punto non è soltanto l’ennesimo abuso legato alla sosta. Qui, a detta di diversi residenti, il meccanismo sarebbe molto più strutturato. In una piazza con una quindicina di posti auto, una parte degli stalli verrebbe di fatto “fittata” a chi li utilizza, con un corrispettivo mensile che, secondo alcune segnalazioni, oscillerebbe tra i 50 e i 100 euro al mese. Tutto questo su posti che, essendo su suolo pubblico, dovrebbero restare a disposizione della collettività e non trasformarsi in una rendita privata.
Piazza Concordia Quartieri Spagnoli, una piazza pubblica gestita come un parcheggio privato
Secondo quanto riferito a Gridalo da più persone della zona, in piazza Concordia ci sarebbero circa quindici posti auto che, pur trovandosi su strada pubblica, verrebbero considerati di fatto “assegnati”. Non da un atto del Comune, non da un’autorizzazione, ma da una gestione informale che andrebbe avanti sotto gli occhi di tutti.
Chi vive il quartiere racconta di posti lasciati apparentemente liberi ma in realtà già destinati a chi paga per usarli, con paletti, stendini e altri oggetti utilizzati per tenere lontane le altre auto e conservare lo spazio. Un sistema che andrebbe ben oltre il singolo cittadino che prova a difendersi il posto sotto casa. Qui si parlerebbe infatti di più stalli pubblici sottratti all’uso libero e trasformati in parcheggi di fatto privati.
Le segnalazioni: “Per parcheggiare qui si pagherebbero tra 50 e 100 euro al mese”
È questo il punto più delicato della vicenda. Secondo alcune delle segnalazioni arrivate a Gridalo, per lasciare l’auto in quei posti verrebbe chiesto un corrispettivo mensile compreso tra 50 e 100 euro, a seconda dello stallo e delle situazioni. Una cifra che, se le segnalazioni trovassero conferma, trasformerebbe una parte di piazza Concordia in una sorta di parcheggio a pagamento non autorizzato, ricavato direttamente dal suolo pubblico.
Parliamo, è bene chiarirlo, di racconti e segnalazioni che meritano verifiche e controlli. Ma il solo fatto che in tanti descrivano lo stesso schema dovrebbe bastare ad accendere un faro su quello che accade in una delle piazze dei Quartieri Spagnoli.
Auto parcheggiate male e strada ristretta: “Qui un’ambulanza rischia di non passare”
A rendere ancora più pesante il quadro, secondo i residenti, non ci sarebbe solo l’occupazione di fatto degli stalli, ma anche il modo in cui alcune auto verrebbero parcheggiate, andando a restringere la carreggiata e a rendere più complicato il passaggio degli altri veicoli.
La preoccupazione, raccolta da Gridalo sul posto, riguarda soprattutto i mezzi di soccorso. In una zona già complessa per viabilità e sosta, diversi cittadini temono che in determinate condizioni un’ambulanza possa trovarsi in difficoltà nel passare da quel tratto. Un aspetto che rende la vicenda ancora più grave, perché il problema non riguarda solo il diritto dei cittadini a usare uno spazio pubblico, ma anche la sicurezza.
Non il solito paletto: qui il suolo pubblico rischia di diventare una rendita
La storia di piazza Concordia non può essere liquidata come l’ennesimo caso di inciviltà o come il solito paletto abusivo messo davanti al basso. Se le segnalazioni raccolte in queste ore dovessero trovare conferma, saremmo davanti a qualcosa di diverso. Posti auto pubblici trasformati in una rendita privata. Con uno spazio della collettività sottratto ai cittadini e gestito come se avesse un proprietario.
Ed è proprio questo il punto più amaro. Perché quando una piazza pubblica smette di essere pubblica, il danno non è solo per chi non trova parcheggio. Il danno è per un intero quartiere. Che si abitua all’idea che il suolo di tutti possa essere occupato, spartito e monetizzato alla luce del sole.
Ora servono controlli su piazza Concordia
Su quanto segnalato a piazza Concordia servono verifiche. Per capire se quei posti siano effettivamente occupati in modo abusivo, se ci siano ostacoli utilizzati per riservarli e se esista davvero un sistema di “fitto” mensile su stalli pubblici nel cuore dei Quartieri Spagnoli.
Se il quadro raccontato dai residenti fosse confermato, non saremmo davanti a una semplice furbizia di quartiere, ma all’ennesimo pezzo di città sottratto alla collettività. E allora la domanda sarebbe una sola: com’è possibile che tutto questo vada avanti alla luce del sole.
