Una sparatoria, una violenta rissa solo due sere fa e la rabbia dei residenti sfociata in un flash mob per gridare “basta”. Gli ultimi, tragici fatti di Montesanto hanno riacceso con forza i riflettori sul tema dell’ordine pubblico nel cuore della città, scuotendo la società civile che oggi chiede a gran voce risposte immediate e interventi strutturali. Non si può più aspettare l’ennesima emergenza per parlare di sicurezza e vivibilità nei nostri quartieri. Abbiamo intervistato, a tal proposito, il Presidente della II Municipalità, Roberto Marino, per capire quali saranno le prossime mosse concrete delle istituzioni locali e come si intende rispondere alla richiesta di aiuto del territorio.
L’allarme del Presidente Roberto Marino: risorse insufficienti per Montesanto e il territorio
Presidente Roberto Marino, lo scenario emerso a Montesanto ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Cosa intende fare concretamente la Municipalità per mettere in sicurezza il territorio?
“Premettiamo che i fatti di Montesanto sono terribili e hanno scosso le coscienze di tutti. Tuttavia, non dobbiamo aspettare l’emergenza per parlare di sicurezza, poiché criticità simili si registrano anche in altri punti del nostro territorio. Il problema di fondo è che il numero di risorse umane a disposizione di Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri è, ad oggi, palesemente inferiore rispetto alle reali esigenze, nonostante gli sforzi enormi che vengono compiuti quotidianamente. La nostra prima richiesta, che rivolgeremo con forza al Ministero, è quella di incentivare le forze dell’ordine fornendo un contingente di risorse umane adeguato a fare prevenzione e controllo.”
Verso il Consiglio del 9 luglio
A brevissimo ci sarà un importante momento di confronto istituzionale. Come vi state muovendo Presidente Roberto Marino per Montesanto e il territorio?“
“Abbiamo indetto un Consiglio Municipale straordinario e monotematico sulla sicurezza per il giorno 9 del mese alle ore 10:30. Inizialmente la convocazione era prevista a Piazza Dante, ma stiamo valutando di spostare la seduta direttamente a Piazzetta Montesanto, magari chiedendo l’uso del teatro della chiesa a Don Maurizio, con cui sono in contatto. Vogliamo facilitare al massimo la partecipazione dei cittadini, ascoltare i loro spunti di riflessione e le loro osservazioni direttamente sul posto.”
La Municipalità, però, non ha competenze dirette in materia di ordine pubblico. Qual è il vostro raggio d’azione con la Prefettura? “Esatto, la competenza diretta non è nostra. La Municipalità II svolge però un ruolo fondamentale di stimolo e di interfaccia costante con la Prefettura. Chiediamo da tempo di inserire nei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica i temi legati ai nostri punti caldi: non solo Montesanto, ma anche Porta Nolana – che presenta forti elementi di complessità –, Piazza Mercato e Piazza Dante. Proprio a Piazza Dante, grazie alle nostre insistenti pressioni, siamo riusciti a ottenere la presenza fissa H24 dell’Esercito. È questo il modello di continuità che serve.”
Oltre i flash mob: colpire dove manca la mentalità civile
In questi giorni il quartiere ha risposto anche con un flash mob di protesta. Ritiene che queste iniziative siano utili?
“I flash mob vanno bene, ma non credo che da essi emergano soluzioni concrete ed efficaci nell’immediato. Il flash mob scuote le coscienze, ha un forte impatto visivo e serve a dire “noi ci siamo, non vi abbandoniamo”. Il punto è che chi vi partecipa ha già la coscienza a posto e una mentalità civile. Noi dobbiamo scuotere le coscienze di chi quella mentalità non ce l’ha, e quelle persone non partecipano di certo alle manifestazioni. Dopo l’impatto visivo, bisogna esserci veramente e con concretezza.”
Accanto alla repressione, lei parla spesso di un intervento parallelo sul piano sociale e culturale. In che modo si sta agendo?
“Esiste un evidente problema di degrado sociale e di civiltà. Su questo bisogna agire in modo parallelo, sapendo che i tempi di risposta sono inevitabilmente lunghi perché si tratta di formare una nuova coscienza sociale. Questo significa fare formazione nelle scuole, nelle famiglie e nelle parrocchie. Come Municipalità II abbiamo già avviato da tempo un percorso strutturato nelle scuole del territorio per far crescere il senso civico.”
Napoli sta vivendo un boom turistico senza precedenti. Quanto pesano questi episodi di cronaca Presidente Roberto Marino sull’immagine della città dopo Montesanto?
“Napoli è la città dell’accoglienza, della cultura, con un patrimonio artistico immenso che abbiamo il dovere di valorizzare ed esportare. Le immagini di Montesanto hanno fatto il giro del mondo e rischiano di distruggere tutto ciò che di buono esiste dal punto di vista culturale e sociale. La stragrande maggioranza della società civile napoletana è in pieno fermento positivo. Accade un po’ come negli stadi: bastano pochi ultras che lanciano una monetina per far passare tutti i presenti come delinquenti. Non è così. Il “brand Napoli” funziona, attira flussi eccezionali di turismo da almeno due anni e fa della nostra città una delle più visitate d’Europa. Dobbiamo difendere e conservare questo riscatto isolando i pochi soggetti violenti con la presenza costante dello Stato.“