Una sedia vuota che fa rumore. Il Consiglio della Seconda Municipalità di Napoli si è riunito il 9 luglio 2026, per affrontare l’emergenza sicurezza Montesanto e non solo, ma ha dovuto fare i conti con l’assenza della Prefettura. Nonostante il regolare invito inoltrato dai vertici del parlamentino locale per discutere della sicurezza dei quartieri storici, i rappresentanti dell’ufficio territoriale del Governo non si sono presentati al tavolo. Un’assenza pesante che salta subito all’occhio e che ha spinto il Presidente Roberto Marino a esprimere un profondo rammarico, proprio mentre il territorio invoca una strategia integrata per una “sicurezza sostenibile”.
- La Municipalità per la sicurezza di Montesanto e di tutto il territorio
- La sparatoria e la sicurezza a Montesanto: la punta di un iceberg diffuso
- Il nodo dei consiglieri: “Inutile il controllo armato senza centri di aggregazione”
- L’allarme del parroco: “La gente non ce la fa più”
- La risposta del Comune: intelligence, telecamere e nuovi agenti
La Municipalità per la sicurezza di Montesanto e di tutto il territorio
Ad aprire il fronte politico è il Presidente della Seconda Municipalità, Roberto Marino, che pur senza stigmatizzare duramente ha manifestato tutto il proprio dispiacere per il mancato coordinamento con chi rappresenta le forze dell’ordine sul territorio. “Siamo gli avvocati dei cittadini”, ha dichiarato Marino, rivendicando con forza il ruolo delle istituzioni di prossimità nei tavoli decisionali.
Secondo il Presidente, per strappare i giovani dalle mani della criminalità organizzata la sola repressione non può bastare: è indispensabile che le istituzioni “investano in scuola, formazione e lavoro”, bloccando sul nascere il reclutamento sociale delle fasce più deboli e offrendo alternative concrete di vita legale.
La sparatoria e la sicurezza a Montesanto: la punta di un iceberg diffuso
La recente sparatoria avvenuta a Montesanto ha riacceso bruscamente i riflettori sull’ordine pubblico nel centro storico, ma la discussione in seno al parlamentino locale mette in chiaro un dato preciso: Montesanto è solo la punta dell’iceberg. Le forti criticità legate alla criminalità, alla malamovida e al controllo dei vicoli non risparmiano infatti gli altri quartieri della circoscrizione, registrando pesanti situazioni di rischio anche ai Quartieri Spagnoli, al Mercato, a Porto, a Pendino e a San Giuseppe.
Il nodo dei consiglieri: “Inutile il controllo armato senza centri di aggregazione”
Su questo solco si innesta la voce di molti consiglieri municipali, i quali mettono in luce come la vera radice del problema risieda nella drammatica dispersione giovanile. Secondo diversi esponenti locali, un approccio basato esclusivamente sul controllo armato e sulla militarizzazione del territorio è destinato a fallire se non viene accompagnato da interventi strutturali.
I consiglieri evidenziano che la priorità assoluta deve essere lo stanziamento di fondi per la creazione di centri di aggregazione sani, spazi culturali e progetti mirati al reintegro sociale dei soggetti più a rischio. Senza questi pilastri sociali, i dispositivi di pubblica sicurezza rischiano di curare solo il sintomo e non la malattia del territorio.
L’allarme del parroco: “La gente non ce la fa più”
A dare voce al profondo malessere dei vicoli è il parroco di Montesanto, testimone quotidiano di una realtà esasperata ma al contempo drammaticamente assuefatta al degrado. “La brava gente che va a lavorare ogni giorno è stanca e stufa“, denuncia il sacerdote.
Il quadro descritto è desolante: un diffuso senso di rassegnazione e, soprattutto, la piaga dei minori – bambini di appena 10 o 12 anni – che dall’una di notte alle cinque del mattino si aggirano per le strade senza controllo. Il parroco invoca un “progetto a lungo termine“, una risposta corale che parta dalle associazioni e dalla Chiesa, richiamando direttamente alle proprie responsabilità il Sindaco Gaetano Manfredi e i consiglieri comunali.
La risposta del Comune: intelligence, telecamere e nuovi agenti
Dalle stanze di Palazzo San Giacomo, l’Assessore alla Legalità e alla Sicurezza, Antonio De Iesu, risponde delineando le linee d’azione immediate basate sulle risorse disponibili. Due i pilastri del piano comunale per una sicurezza che sia concretamente “sostenibile”:
- Videosorveglianza: È in arrivo un finanziamento straordinario di 3 milioni di euro da parte del Ministero dell’Interno dedicato esclusivamente alla videosorveglianza, che andrà a potenziare i dispositivi già in fase di attivazione sul territorio.
- Presidio del Territorio: Sul fronte dell’ordine pubblico, De Iesu conferma che le forze di polizia dello Stato sono state sollecitate a un’azione investigativa d’intelligence serrata per il sequestro delle armi. Parallelamente, il Comune rinforzerà la Polizia Municipale: agli agenti assunti con l’ultimo concorso si aggiungeranno le nuove leve previste dal bando di settembre, pronte a essere dislocate immediatamente lungo le strade più critiche.