La morte di Umberto Catanzaro torna al centro dell’attenzione giudiziaria. È stata fissata per il 30 settembre l’udienza preliminare che riguarda due dei maggiorenni coinvolti nell’inchiesta sull’agguato avvenuto ai Quartieri Spagnoli nel settembre dello scorso anno. Un nuovo passaggio in una vicenda che Gridalo segue da mesi e che ha lasciato un segno profondo nel quartiere.
Umberto si trovava in automobile la sera del 15 settembre 2025 quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, in via Conte di Mola entrò in azione un commando. Il vero obiettivo della sparatoria sarebbe stato il ragazzo che si trovava insieme a lui. Umberto sarebbe quindi rimasto coinvolto per errore, colpito dai proiettili pur essendo estraneo alla vendetta. Le sue condizioni apparvero immediatamente gravissime e, dopo circa due mesi di ricovero all’ospedale Pellegrini, morì il 17 novembre 2025.
Cosa ci sarebbe dietro l’agguato di Umberto Catanzaro
Secondo l’ipotesi investigativa, alla base della spedizione punitiva ci sarebbe stata una vendetta maturata dopo la diffusione di un video intimo. Il filmato avrebbe riguardato una ragazza legata alla famiglia di uno degli indagati e il giovane che, secondo gli inquirenti, rappresentava il reale bersaglio del raid.
Una vicenda sulla quale sono stati aperti diversi filoni giudiziari. Nel mese di giugno Gridalo aveva già raccontato l’avvio del procedimento relativo ad alcuni minorenni. Complessivamente sono sei le persone coinvolte, a vario titolo, nell’inchiesta, secondo le contestazioni formulate dagli inquirenti.
Il 30 settembre l’udienza preliminare
Il prossimo appuntamento è quindi fissato per 30 settembre. L’udienza preliminare riguarda Salvatore Percich e Anna Nesa. Percich viene indicato dagli investigatori come uno dei presunti esecutori materiali dell’agguato, mentre a Nesa viene attribuito un presunto ruolo di supporto logistico. Le rispettive posizioni dovranno naturalmente essere valutate nel corso del procedimento e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Per la famiglia Catanzaro continua così un percorso giudiziario lungo e doloroso. La madre di Umberto, Rosa Cangialosi, ha più volte chiesto che venga fatta piena luce sulla morte del figlio, ricordando come il giovane fosse estraneo alle dinamiche che avrebbero portato alla sparatoria.
Il 30 settembre rappresenterà dunque un altro momento importante per ricostruire responsabilità e ruoli in una vicenda che, a distanza di quasi un anno dall’agguato, continua a scuotere i Quartieri Spagnoli.
