Negli ultimi giorni, i tifosi del Napoli hanno salutato due calciatori, Cholito Simeone e Giacomo Raspadori: per capire come i napoletani ragionano, è interessante raffrontare le reazioni per queste due partenze a quelle avute per l’eroe del terzo scudetto, Victor Osimhen.

I volti di Giovanni Simeone, ceduto al Torino, e di Giacomo Raspadori, volato all’Atlético Madrid, erano amati. Basta farsi un giro sui profili instagram dei Granata e dei Colchoneros, e l’utente si imbatterà in centinaia di commenti di tifosi del napoli, tutti contrassegnati dall’emoji del cuore azzurro. Le reazioni dei tifosi sono state un tripudio di affetto: “Trattatecelo bene, è un bravo ragazzo”, “Avete preso un pezzo del nostro cuore”, addirittura che chi parla di Torino e Atletico come “nuove squadre simpatia“.

Foto: CalcioNapoli1926.it

In tre anni, dal loro arrivo a Napoli nell’estate che precedeva la trionfale cavalcata di Spalletti, nella quale sono stati poco più che gregari di lusso, Simeone e Raspadori hanno regalato alla squadra azzurra, in due, “solo” 32 gaol. Questi saluti calorosi si spiegano facilmente: Simeone e Raspadori hanno sempre mostrato rispetto, professionalità e passione per la maglia azzurra. Lo stesso attaccamento che nel gennaio 2024 aveva reso speciale anche l’addio di Eljif Elmas, che ancora oggi conserva la foto dello scudetto sul profilo.

Foto: il Napolista

Ben diverse sono state le reazioni a seguito dell’ufficializzazione dell’uomo dello scudetto 2023 al Galatasaray, Victor Osimhen.

Osimhen: una cessione che sa di liberazione

In 4 stagioni, Osimhen ha segnato 76 goal in 133 presenze. Il rapporto tra presenze e goal è avvalorato dal fatto che il nigeriano, in ciascuna delle sue annate, abbia sempre saltato buona parte del campionato per infortunio. Un fuoriclasse conclamato ed uno degli attaccanti più forti dell’intera storia del Club.

Con 31 goal nella stagione 2022-2023, Victor ha praticamente consegnato lo scudetto al Napoli, oltre a consacrarsi come uno dei centravanti più forti in circolazione. Si sprecano i confronti con Erling Haaland e Viktor Gyökeres. A Napoli era scoppiata la Osi-mania, con centinaia di tifosi che indossavano la celeberrima mascherina protettiva indossata dal nigeriano. Virale fu il bassotto travestito da Osimhen a carnevale.

Tuttavia, l’uomo che ha scritto la storia recente del club Azzurro, ha visto il suo rapporto con la piazza logorarsi a causa di comportamenti oltremodo irrispettosi e antiprofessionali.

I comportamenti di Osimhen incriminati

  • Caso TikTok: Osimhen sbaglia un rigore contro il Bologna ed è polemico (con un eufemismo) al momento della sostituzione con l’allenatore Rudi Garcia; a seguito di un TikTok ironico dell’admin del Napoli, Victor rimuove le foto con la maglia del Napoli (incluse quelle dello Scudetto) dal profilo Instagram.
foto: goal.com
  • Mancato ringraziamento al Napoli nella cerimonia di assegnazione del Pallone d’Oro Africano 2023.
  • Dichiarazione shock dopo il rinnovo da 10 milioni l’anno: “Ho già scelto la mia prossima squadra”.
  • Rifiuto di offerte dalla Premier League per non perdere l’ingaggio record. Registrata quella dal Chelsea.
  • Estate precedente: nessun allenamento in gruppo con Antonio Conte. Un parallelo può essere fatto con Scott McTominay, che fino all’ufficializzazione al Napoli (30 agosto 2024) si è comportato da professionista esemplare con il Manchester United, giocando persino la finale di FA Community Shield il 20 agosto, persa ai rigori col City, realizzando il proprio penalty.
foto: Metro
  • Il mercato del Napoli resta fermo per la mancata cessione di Osimhen, con offerte inferiori alla clausola da 150 milioni. Solo dopo il 3-0 col Verona, ADL accelera per Lukaku, McTominay, Neres e Gilmour.
  • Giugno 2025: silenzio nei confronti dell’offerta milionaria dell’Al Hilal di Simone Inzaghi che avrebbe pagato nell’immediato la clausola di 75 milioni richiesta dal Napoli. Intanto Osi va in vacanza in Nigeria.
  • Luglio 2025: certificato medico per saltare il ritiro di Dimaro.

Per molti tifosi, i comportamenti di Osimhen hanno oscurato i meriti sportivi, rendendo la sua cessione un sollievo. Il Napoli ottiene quanto richiesto dal Galatasaray e, dopo mesi di silenzio, il nigeriano ringrazia su Instagram, mentre il club lo saluta con un Reel celebrativo della sua carriera in azzurro.

Simeone e Raspadori hanno segnato meno goal, ma a Napoli l’attaccamento vale di più

Il popolo azzurro ha dimostrato ancora una volta che il rispetto per la maglia conta più delle statistiche. Giovanni Simeone e Giacomo Raspadori, pur non avendo numeri da capogiro – similmente ad Elmas – sono riusciti a conquistare il cuore dei napoletani grazie a un atteggiamento sempre umile, una professionalità ineccepibile e una costante disponibilità verso la squadra e i tifosi. Chi non ricorda il colpo di testa da terra con cui Simeone mise a rischio la sua stessa incolumità per mantenere il risultato di 2-1 contro la Juventus. Chi non ricorda la dedizione ed il sacrificio messi in gioco da Raspadori nei momenti di difficoltà del Napoli dopo la partenza di Kvara e l’infortunio di Neres, quando tutto sembrava perduto. I due attaccanti hanno messo l’anima in campo, onorando la maglia e indossandola con orgoglio nell’intero arco della loro permanenza.

Foto: Area Napoli

Il legame di Simeone e Raspadori con Napoli è andato oltre il campo: sorrisi, dedizione, zero polemiche pubbliche e la sensazione di essere sempre pronti a dare il massimo anche partendo dalla panchina. Non è un caso che la loro partenza sia stata salutata con affetto sincero, con centinaia di commenti carichi di stima sui social e parole di gratitudine che difficilmente si leggono nel calcio moderno. Commoventi le lettere d’amore postate da Giacomo e la sua compagna Elisa dai loro profili instagram nel commiato da Napoli.

Menzione d’onore per Piotr Zieliński, quando il “tradimento” ha un sapore meno amaro

Se il passaggio all’Inter non ha scatenato la stessa rabbia del celebre addio di Higuaín alla Juventus, è perché Zieliński, in otto stagioni e 364 presenze, ha lasciato un’eredità affettiva fatta di gesti e simboli: la cittadinanza onoraria di Quarto, il murale dedicato, e quell’immagine indelebile di lui accasciato a terra dopo la vittoria contro la Juventus. Un rispetto e un attaccamento che lo avvicinano più a figure come Simeone e Raspadori che non a Osimhen negli ultimi anni.

Caro Osimhen, quando la palla smette di rotolare viene fuori l’uomo

Di contro, la parabola di Victor Osimhen in maglia azzurra racconta un’altra storia. L’attaccante nigeriano resterà per sempre legato allo scudetto 2023, con i suoi gol decisivi, spesso spettacolari, e il carisma in campo che lo hanno reso un’icona mondiale. Tuttavia, il rapporto con la piazza è progressivamente degenerato, offuscato da comportamenti vergognosi e momenti di tensione che hanno incrinato la percezione pubblica del campione. In termini puramente sportivi, Osimhen ha dato più di Simeone e Raspadori messi insieme, ma il peso dell’attaccamento alla maglia e del rispetto verso il club non si misura solo a suon di reti. Perché infondo, ai caldi tifosi napoletani, di vincere frega relativamente.

Napoli è la stessa piazza che ha fatto il pienone in Serie C contro il Cittadella. Vengono incensati tutt’oggi uomini come Stefan Schwoch, Emanuele Calaiò, Paolo Cannavaro o Salvatore Aronica, giocatori neanche lontanamente paragonabili ad Osimhen, ma che hanno dimostrato amore vero per la maglia.

foto: 10Maggio87.it

Simeone, Raspadori e Osimhen: chi conquista il cuore dei tifosi e chi no

Il caso di queste tre cessioni mostra con chiarezza il metro di giudizio della tifoseria partenopea: a Napoli non basta essere un fuoriclasse, bisogna anche incarnare lo spirito della squadra e della città. Simeone e Raspadori hanno lasciato un ricordo fatto di sacrificio e dedizione; Osimhen, al contrario, negli ultimi due anni ha trasmesso l’immagine di un campione insofferente, più concentrato sul proprio futuro personale che sul legame con il club. Per questo motivo, il giorno dell’addio, Simeone e Raspadori sono stati accompagnati da un coro di cuori azzurri, mentre quello di Osimhen, pur celebrato dal Napoli sui social, è stato accolto come una “liberazione dalla prigionia“.

In definitiva, la lezione è chiara: nel cuore dei tifosi napoletani, la vera eredità non la lasciano soltanto i goal, ma anche il rispetto e la coerenza. E se Simeone e Raspadori verranno ricordati come esempi di amore per la maglia, Osimhen resterà una leggenda sportiva, ma con un rapporto con la città segnato da troppi strappi.

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