Qualche giorno fa abbiamo chiesto ai nostri lettori una cosa molto concreta: se vogliamo davvero affrontare il problema dei parcheggi ai Quartieri Spagnoli, quali alternative possiamo trovare per i residenti? Sotto al nostro video sono arrivate tante risposte e alcune meritano di essere approfondite, soprattutto perché in una zona come questa lo spazio è pochissimo e i garage privati arrivano a chiedere cifre che per molte famiglie sono fuori portata.
Una delle proposte più ripetute riguarda l’ex Ospedale Militare, ma qui bisogna fare subito una distinzione. La parte alta, quella del Parco dei Quartieri Spagnoli, non può essere utilizzata come parcheggio perché si tratta di un’area archeologica e di uno dei pochi grandi spazi verdi della zona. Il discorso potrebbe invece essere diverso per la parte bassa dell’ex Ospedale Militare, quella che costeggia Vico Paradiso e Via Pasquale Scura.
È proprio su questa parte che vorremmo provare a lavorare. Oggi ci sono strutture in condizioni molto difficili, con parti fatiscenti e abbandonate da tempo. La proprietà è del Demanio, mentre alcune porzioni sarebbero state date in concessione. Stiamo cercando di capire quali siano queste aree e quali spazi, invece, siano ancora nella disponibilità del Demanio. Se ci fosse davvero una possibilità di utilizzo, si potrebbe ottenere un doppio risultato: recuperare una parte dell’ex Ospedale Militare che oggi cade a pezzi e allo stesso tempo creare nuovi posti auto per i residenti. Al momento è solo una possibilità da verificare, ma vale la pena capire fino in fondo se esistano margini reali.
L’idea del mercatino di Sant’Anna di Palazzo
Un’altra proposta arrivata dai lettori riguarda il mercatino di Sant’Anna di Palazzo, una struttura che di fatto non è mai entrata davvero nella vita del quartiere. Proprio per questo qualcuno ha suggerito di studiare una possibile trasformazione in parcheggio multipiano.
In una zona dove è quasi impossibile trovare nuovi spazi liberi, una struttura già esistente potrebbe rappresentare una soluzione interessante. Anche qui, naturalmente, servono verifiche tecniche e bisogna capire se una trasformazione del genere sia realmente possibile, ma rispetto a tante proposte generiche questa parte almeno da un luogo preciso e già presente sul territorio.
Parcheggi Quartieri Spagnoli: il sottosuolo come alternativa
La terza idea è quella dei parcheggi sotterranei, prendendo come esempio interventi già realizzati in altre zone di Napoli, come Piazza Arenella. Ai Quartieri Spagnoli le strade sono strette, gli spazi sono limitati e in superficie è difficile immaginare nuovi parcheggi senza togliere ancora spazio ai pedoni o alle attività.
Per questo l’idea di scendere nel sottosuolo, oppure di creare strutture multipiano, sembra una delle poche strade capaci di produrre un numero serio di posti auto senza occupare ulteriormente le vie del quartiere.
I garage privati costano troppo
C’è poi un altro dato che pesa molto su tutto il discorso: in zona ci sono garage che chiedono 250 euro al mese, e in alcuni casi anche di più. Per tante famiglie una cifra del genere non è sostenibile e quindi dire semplicemente ai residenti di affidarsi ai parcheggi privati non risolve la questione.
Se un giorno si riuscisse a creare un parcheggio pubblico, convenzionato o comunque pensato anche per chi vive ai Quartieri Spagnoli, il prezzo dovrebbe essere una parte centrale del progetto. Altrimenti il rischio sarebbe quello di costruire nuovi posti auto che molti residenti non potrebbero comunque permettersi.
Parcheggi Quartieri Spagnoli: le idee ci sono
Dai commenti sono quindi emerse soprattutto tre strade: la parte bassa dell’ex Ospedale Militare, il mercatino di Sant’Anna di Palazzo e i parcheggi multipiano o sotterranei. Nessuna di queste può essere data per certa oggi, ma sono proposte concrete su luoghi precisi e meritano di essere approfondite.
Gridalo proverà a capire meglio soprattutto la situazione dell’ex Ospedale Militare, a partire dalla proprietà degli spazi e dalle concessioni già esistenti, e allo stesso tempo continueremo a raccogliere altre proposte che possano essere davvero realizzabili per il quartiere.
